Via libera del Tar di Basilicata alla ricerca idrocarburi nel Vulture Alto Bradano

potenza (1)Occupa le pagine dei principali quotidiani lucani, oggi, la notizia della bocciatura da parte del Tar di Basilicata della delibera di Giunta Lucana del 2013 con cui si dice no al permesso di ricerca idrocarburi avanzato dalla società statunitense Aleanna Resources, denominato Palazzo San Gervasio che comprende diversi comuni dell’altro Bradano. Tra questi, oltre al citato Palazzo San Gervasio: Acerenza, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Rapolla, Ripacandida e Venosa. Sul tema, sono intervenuti già i primi sindaci come il palazzese, Michele Mastro, il genzanese, Rocco Cancellara, il banzese, Nicola Vertone, il venosino, Tommaso Gammone ed il rapollese. Michele Sonnessa, tutti pronti alle proteste e alle forme di opposizione consentite a norma di legge. Questi i numeri dell’area interessata dal permesso di ricerca: circa 497 chilometri quadrati e 15 comuni. E’ intervenuto sulla vicenda anche il Segretario dei Radicali lucani Maurizio Bolognetti, sempre attento alle questione ambientali ; in una conferenza dei servizi del 2011 – fa notare – la Regione Basilicata dava il suo placet al permesso in questione, scrivendo che l’area interessata non ricadeva in aree naturali protette e che la richiedente Aleanna Resources non avrebbe effettuato indagini di prospezione in alvei e corsi d’acqua tutelati, centri abitati e zone Sic-Zps. Poi il dietrofront del 2013 – sottolinea ancora Bolognetti – affermando che l’area interessata ricadeva nel Piano Paesistico di Area Vasta dei “Laghi di Monticchio”. La verità è che il ceto dirigente lucano – conclude – ha di fatto rinunciato a una reale tutela del nostro territorio, rinunciando finanche a dotarsi del Piano Paesaggistico regionale