Olive lucane. Cala la produzione. Aumentano i prezzi. Sale la paura dei furti.

cala produzione oliveE’ del 35 % il calo della produzione di olive in Italia quest’anno rispetto alla scorsa annualità; la Basilicata fa registrare come Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo un meno 45%: il differenziale più alto nella penisola. 6197 sono stati i quintali lucani prodotti nel 2013; 3408 quelli del 2014. I dati arrivano da Unaprol, l’Unione nazionale tra le associazioni produttrici di olive. Numeri diffusi anche da Coldiretti; Piergiorgio Quarto, presidente Coldiretti Basilicata, contattato telefonicamente, fa sapere, intanto, che lo spread lucano, in realtà è ancora più alto di quello comunicato ufficialmente, cioè supera anche il 50 per cento. Tra le cause fa sapere sempre l’associazione di categoria: l’andamento climatico particolarmente negativo; circostanza che ha imposto i produttori ad accelerare le operazioni di raccolte che ad oggi possono considerarsi concluse. La bassa produzione – ha informato sempre Coldiretti nazionale nei giorni scorsi – ha determinato due effetti: un aumento dei prezzi delle stesse e, in molte zone, addirittura, un boom dei furti nella campagne e nei frantoi. Particolarmente colpite le zone pugliesi di Foggia, Bari e Barletta. Fortunatamente – fa sapere ancora Quarto – i ladri non sono ancora entrati in azione in Basilicata; preventivamente, però, abbiamo sollecitato le forze dell’ordine ad essere un po’ più vigili e stiamo provvedendo a conservare l’olio in maniera più attenta. A farsi sentire, invece, nel territorio lucano, come ricaduta della bassa produzione è l’aumento dei prezzi. 5 euro a litro il costo dell’olio nel 2013; 7 euro quest’anno.

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