Nove arresti della Questura tra il materano e il tarantino: estorsioni e tentato omicidio

[ aggiornamento: Il 19 settembre 2018 il Tribunale di Matera ha pienamente assolto tutti i restanti imputati della”operazione tritolo” eseguito dalla polizia di stato di Matera in data 30 giugno 2014 ]

Operazione Tritolo MATERA  –  Volevano il controllo di una sala ricevimenti di Laterza (Taranto) – e per riuscirci avevano progettato anche l’omicidio di un imprenditore del settore – le otto persone arrestate stamani, all’alba, dalla Polizia in provincia di Taranto, al termine di indagini cominciate a Matera un anno fa, dopo alcuni attentati ai danni di un’altra sala ricevimenti.

All’operazione ”tritolo” è sfuggito per ora il presunto killer designato dell’imprenditore, che è indagato per il tentativo di omicidio di un carabiniere, avvenuto in provincia di Foggia circa un anno fa.

Tutto è cominciato con gli attentati alla sala ricevimenti di Matera: la banda – composta da persone residenti in provincia di Taranto, anche se due risultano cittadini di Montescaglioso (Matera) – voleva ”convincere” il titolare a rinunciare alla gara per l’assegnazione della sala ricevimenti di Laterza, che stava per essere sganciata dall’amministrazione controllata in cui si trovava. La denuncia dell’imprenditore ha fatto scattare le indagini della Polizia, aspetti delle quali sono stati illustrati ai giornalisti stamani, a Matera, dal questore, Stanislao Schimera, e dal Procuratore della Repubblica, Celestina Gravina.

Questi i nomi degli arrestati: Apollinare Egidio classe 67, Carbotti Filippo classe 64, Carenza Marco classe 85, Clemente Stefano classe 91, Clemente Vincenzo classe 64, Ditaranto Matteo classe 56, Morrone Cosimo Damiano classe 55, Mottolese Michele classe 80. A questi va aggiunto il latitante Giannini Antonio classe 76.

Gli investigatori hanno scoperto e bloccato anche il piano per uccidere uno dei due imprenditori di Taranto interessati alla sala di Laterza: la moto che il killer avrebbe utilizzato è stata custodita in un furgone. La Polizia ha sequestrato anche due pistole (una calibro 9 e una 7,6), forse le armi per eseguire l’agguato mortale. Gli otto arrestati – e il latitante – sono accusati a vario titolo di tentato omicidio, tenta estorsione, detenzione e porto illegale di esplosivo e armi.