Scorie nucleari. Dove realizzeranno il sito unico nazionale?

 

ENEA centro Itrec RotondellaTra 7 mesi, l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, avrà le direttive per la localizzazione del sito unico per ospitare le scorie nucleari; un’incombenza di cui proprio l’Italia dovrà farsi carico a seguito di pertinenti normative europee. Nella fattispecie, voci di corridoio indicano 4 regioni italiane, come le più appetibili in questo senso e a far compagnia a Lazio, Puglia e Toscana c’è proprio la Basilicata, per la quale ritorna, quello che, per i lucani, nel 2003, fu un vero e proprio incubo. 11 anni fa, infatti, ricordiamo, il Governo Berlusconi individuò le miniere di salgemma tra Pisticci e Scanzano, come sito ideale per seppellire rifiuti nucleari. Pare che il temuto sarcofago conterrà circa 90 mila metri cubi del suddetto materiale e che dovrà essere conservato per circa 300 anni. Intanto dalla Sogin, Società di Gestione di Impianti Nucleari che opera anche presso il centro Trisaia di Rotondella, hanno spiegato che tra i parametri che renderanno più o meno appetibile un sito ci saranno quelli di natura logistica, un aspetto quest’ultimo che allontanerebbe la presunta minaccia dal territorio lucano. Nel contempo, l’amministratore delegato della Sogin, si legge dalla Gazzetta del Mezzogiorno, auspica un modello tipo Svezia dove gli amministratori di due paesini hanno avanzato autonomamente la propria candidatura facendosi addirittura concorrenza, dato che il territorio ospitante, qui, potrebbe avere un parco tecnologico da mille posti di lavoro più compensazioni. D’altro canto però, pare che l’operazione la finanzino i cittadini con un aumento del costo dell’elettricità. Insomma ancora un complicato rebus , con tanti ingredienti e indiscrezioni, tutto sarà più chiaro, forse, tra 7 mesi.

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