Ritardo bonifica Area Sin Tito: a rischio i fondi CIPE

liquichimica titoTito – I fondi stanziati dal CIPE, per la bonifica dell’inquinato sito d’interesse nazionale di Tito scalo, area ex liquichimica per intenderci, se non saranno impegnati dalla Regione entro il 31 dicembre 2013 e spesi entro il 2015 potranno essere legittimamente “revocati; a dirlo è proprio il testo di quella delibera CIPE del Ministero dell’economia e delle finanze che di fatto assegna alla Regione Basilicata circa 24 milioni di euro da destinare a tale scopo”. A farlo notare alla stampa, ma sopratutto agli organismi che a vario titolo devono e possono occuparsi della faccenda, è l’organizzazione lucana ambientalista attraverso un comunicato stampa consultabile proprio sul sito www.olambientalista.it . La vicenda della bonifica dell’area ex Liquichimica, ricordiamo, è antica; risale, addirittura, al lontano 2002 ossia a quando un’altra delibera del Ministero la individuava proprio come sito d’interesse nazionale di bonifica. Da allora sono stati stanziati circa 5 miloni di euro; di questi ne sono stati impegnati dalla Regione Basilicata circa 3 milioni e mezzo e spesi quasi 2,5; ad oggi, però, come direbbe un famoso detto popolare “invece di andare in avanti e si è andati all’indietro”. Le notizie in merito, a quell’area, infatti, sono sempre più preoccupanti; proprio un’ormai famosa relazione Arpab depositata non più tardi di una settimana fa, infatti, parla di livelli di radioattività per quella zona fino a 5 volte le concentrazioni considerate sicure. Eppure, ironizzano dalla Ola, quando già nel 2009 un documentario andato in onda su Current tv ne parlava con dovizia di particolari denunciando la pericolosità dei fosfogessi sepolti nell’area, qualcuno come l’allora Presidente del Consiglio regionale e attuale deputato italiano, Vincenzo Folino, commentava parlando di soggetti che si dilettavano a creare allarmismi socio sanitari. Per l’organizzazione lucana ambientalista, pertanto, è necessario al momento: mettere immediatamente in sicurezza le vasche dei fosfogessi oggi vicino a supermercati, industrie e case abitate a Tito Scalo; perseguire le inadempienze di chi ha consentito che l’inquinamento chimico e radioattivo si disperdesse anche all’esterno dell’area, ossia nei torrenti Tora e fiume Basento, oggi anch’essi da disinquinare e sopratutto , come detto, far partire l’iter dell’impegno e della spesa dei soldi che il Ministero ha destinato alla bonifica per non correre il rischio di perderli.