Genzano di Lucania: riapre Monteserico. Opportunità e minacce

Genzano di Lucania – Lo aveva già annunciato ad Agosto il Sindaco di Genzano di Lucania, Pasquale Vertulli: “il Castello di Monteserico tornerà ben presto ad essere fruibile”. Per la verità, il primo cittadino aveva indicato, in quella occasione, anche una data: il 15 di settembre, che in realtà è diventata 29 di settembre. Poco male; l’essenziale è che questo lungo lavoro di restauro, iniziato nel 2002 nell’ambito di un progetto di recupero congiunto tra Comune di Genzano e Sovrintendenza ai beni culturali, sia giunto al termine. C’è soltanto da esultare se un altro pezzo di storia sia stato riportato agli antichi fasti. Stiamo parlando di un monumento di antico pregio edificato a 15 chilometri da Genzano  nel XI° secolo in una posizione strategica, tra i territori Bizantini della media e bassa valle del Bradano (Montepeloso, Matera e Montescaglioso) e quelli Longobardi e poi Normanni del nord est della Basilicata. E’ appartenuto anche al demanio regio di Federico II e nei secoli successivi ai Grimaldi e ai Sancia. Negli anni ’80, poi, è diventato proprietà del Comune. Legittime, nel contempo, le preoccupazioni del Sindaco di Genzano “L’incognita – dice il primo cittadino – sarà la gestione. E’ per questo che l’Amministrazione ha pensato di poter creare un rapporto con società esterne, al fine di sviluppare una sinergia tra pubblico e privato utile all’auto finanziamento della struttura”. “Il valore dei castelli lucani e la connessione con quelli di Melfi e Lagopesole – ha detto dal suo canto il Presidente della Provincia Lacorazza – presuppongono anche a Genzano l’idea di un grande evento, di un attrattore che possa evitare il rischio di ‘perifericità’ di questo importante bene.  In questo quadro – ha concluso il Presidente – le preoccupazioni dell’Amministrazione e della Comunità di Genzano possono provare ad individuare una risposta”. Grande entusiamo per questo recupero è stato espresso dal Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. Scetticismo, infine, da parte dell’associazione ambientalista OLA che sottolinea in, quell’area, l’incompatibilità con un progetto in cantiere per la realizzazione di un impianto eolico.

 

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