Il Petrolio avanza su Pomarico, Miglionico e Montescaglioso

Fonte Leonardo.it

Matera –  Il petrolio avanza inarrestabile e non c’è nulla che lo tenga. L’ufficio compatibilità ambientale della Regione Basilicata ha dato il via libera alla ricerca di idrocarburi nell’area tra Miglionico, Pomarico e Montescaglioso. Lo afferma  il Bollettino Ufficiale del massimo ente stituzionale del 16 luglio 2012. A pubblicare la notizia, nel pomeriggio di ieri 17 Luglio, è stato il sito internet della Ola, l’organizzazione lucana ambientalista, alla quale abbiamo anche chiesto quale step, questo, rappresenti nell’iter eventuale di trasformare la collina materna in una nuova Val d’Agri. “Allo stato dei fatti – ci ha raccontato Antonio Bavuso – in rappresentanza dell’associazione, il permesso di ricerca idrocarburi rilasciato alla Delta energy, consentirebbe, innanzitutto, alla multinazionale inglese  di effettuare rilievi sismici nell’area, quindi, di appurare se nel sottosuolo esistano o meno sacche di gas o petrolio . Attestata la presenza di elementi interessanti nel sottosuolo la società in oggetto dovrà chiedere una nuova autorizzazione per la piattaforma esplorativa, dopodichè, ci potremmo ritrovare a pochi chilometri dalla città dei Sassi con lo stesso stato avanzamento lavori della zona di Gorgoglione (Tempa Rossa nd.r.)”. Nella fattispecie la Delta Energy prevede, in zona, un pozzo con la profondità di 2600 metri.  “La cosa che lascia perplessa l’associazione  – dice sempre Antonio Bavuso  – è il fatto che tale permesso sia arrivato bypasssando la VIA la valutazione di impatto ambientale: un percorso che avrebbe coinvolto anche i Comuni del comprensorio interessato”. Mentre, in buona sostanza, Abruzzo, Veneto ed Emilia Romagna sembrano aver fatto dietro front di fronte alla prospettiva petrolio, in Basilicata nonostante il non sviluppo e le emergenze ambientali  che questo settore ha dimostrato di donare, per esempio in Val D’Agri, si continuano a rilasciare permessi. Fa sempre riflettere il fatto che proprio nell’area in cui tale autorizazione è stata rilasciata ricade in parte, a detta della OLA, “un progetto PIOT finanziato con il programma operativo (P.O.) 2007 2013, per la valorizzazione dei beni culturali e naturali”. Davvero dissonante. Nella mattinata, abbiamo anche contattato la Presidenza della Regione Basilicata dalla quale attendiamo risposte e rassicurazioni.

Questa la dichiarazione arrivata dall’ufficio di Presidenza della Regione Basilicata:

“Il permesso di ricerca in questione riguarda i soli studi geologici su dati esistenti e su campioni di rocce, i dati sismici esistenti sull’area e indagini sismiche con il sistema sismico a riflessione (ossia con geofoni) che studierà le diverse riflessioni delle onde sonore provocate dalle superfici. Nel Provvedimento Regionale, viene anche specificato che eventuali altre ricerche con il metodo sismico dovranno essere assoggettate a fasi di verifica escludendo in ogni caso l’uso di esplosivi e che, dai rilievi sono escluse le aree a rischio idrogeologico, le aree fluviali con relative fasce di rispetto, le aree agricole con colture di pregio, i centri urbani e le zone vicine ad abitazioni e le aree a vincolo archeologico. Per qualunque ulteriore attività, si dovrà tornare a sottoporre i progetti a una specifica fase di valutazione, ossia alla Via.

 

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