Di chi è quel tubo che inquina in piena Val Basento?

Matera – Vedete questo campo di orzo? Ecco, penso siano evidenti a tutti i segni del suo ingiallimento, quindi del suo potenziale stato di inquinamento; siamo in agro di Ferrandina, in provincia di Matera, nei dintorni dello stabilimento Mythen, azienda che produce biodiesel. Le immagini amatoriali che scorrono arrivano dal sito Basilicata 24 Tv, e risalgono al 23 di Febbraio. Sono solo immagini amatoriali!!! Qualcuno penserà. Su questo non c’è dubbio…ma è anche vero che due giorni prima, di quel 23 di Febbraio, ad accertare lo sversamento di reflui contaminati su quel terreno erano stati organi ufficiali come il Nucleo operativo ecologico (NOE), i Carabinieri e l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata (ARPAB). Quindi, facendo i conti, ci sono due fatti veri: un campo di orzo deteriorato e la presenza, nelle immediate vicinanze, di sversamenti contaminati. Resta solo un terzo particolare da appurare: il colpevole! Ossia, chi sia il proprietario di quei bocchettoni inquadrati dalle riprese di un telefono cellulare che, con ogni evidenza, hanno emesso sostanze inquinanti e lasciato un segno indelebile su quel malcapitato terreno di orzo. La Provincia di Matera ha subito avuto l’idea, il 24 di Febbraio, di chiedere spiegazioni alla Mythen ordinando la messa in sicurezza di emergenza dello scarico incriminato; forse, visti anche i trascorsi della stessa che, solo a Novembre 2011, veniva ufficialmente dichiarata dall’ ARPAB inquinatrice di un tratto del fiume Basento. L’azienda, prontamente, ha risposto, che il muro di cinta, in questione, confinante con loro, fa riferimento ad una zona triangolare non di proprietà Mythen. E insomma siamo alle solite. Si aggiunge un altro strano mistero ai tanti che questa terra, la Basilicata, ci ha regalati. Eppure a pensarci bene, siamo in piena area SIN, sito d’interesse nazionale da bonificare. Ci sono dei casi pregressi d’inquinamento relativi, proprio, a questa zona; la Basilicata, vedi Fenice, vedi sacchi d’amianto abbandonati nelle vicinanze della Nylstar, continua ad essere martoriata da scandali ambientali e ciò nonostante un tubo riesce impunito a scendere dal cielo e ad infelicitare un campo di orzo. Bene, anzi bisognerebbe dire male, ai Lucani, ora, non resta che aspettare, da bravi cittadini, che la Procura faccia, si spera presto, le sue indagini; gli atti del NOE e dei Carabinieri, del resto, ci sono tutti. Nel frattempo si vive con l’amaro in bocca.