Mythen spa. Spunta un nuovo documento

Ferrandina – Viene da riflettere a leggere certi documenti. Detto in parole povere si rimane con, addosso, quella sensazione, o se volete speranza, di aver capito male. Il perché ve lo spieghiamo subito. Da sempre, (è nella natura umana), se si ravvisa una minaccia in qualcosa, si cerca di fare di tutto per evitare che questa si concretizzi; a chi è che, del resto, piace mettersi in cattive acque?!? Eppure, leggendo una lettera del Ministero dell’Ambiente, datata 2 dicembre 2011 ed inviata a Mythen, Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Ferrandina A.R.PA.B, ASI e Prefettura di Matera la sensazione è che si sia fatto di tutto invece per andare incontro ad un pericolo. E’ ormai di dominio pubblico, dalla fine di Novembre 2011, il fatto che l’azienda Mythen, che produce dal 2003 biodiesel in agro di Ferrandina, sia stata la responsabile dell’inquinamento di un tratto del fiume Basento. A certificarlo è stata l’A.R.P.A.B., l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente di Basilicata. Ebbene, con nostra grande sorpresa, nella lettera succitata, inviataci da Pio Abiusi di Città plurale, leggiamo che le condizioni affinché tutto ciò sarebbe potuto accadere erano già apparecchiate da anni. Tre conferenze di servizi, infatti, datate: 15 febbraio 2007, 23 ottobre 2007 e 24 gennaio 2008 avevano deliberato, addirittura che l’area in cui è stato accertato l’inquinamento “era stata già dichiarata con DGR 1103 del 17.07.2006 inquinata per la presenza nel suolo di mercurio e zinco” e che quindi, in seguito a questo, si era deliberato, in merito alla Mythen, di approvare: un piano di caratterizzazione; la messa in sicurezza delle acque di falda, con una documentazione a cadenza mensile; la realizzazione di ulteriori piezometri da utilizzare sia per prove idrogeologiche che idrochimiche e tanto altro ancora. Alla data della lettera, però, che ripetiamo essere 2 dicembre 2011, tutto quanto richiesto dalle precedenti Conferenze di servizi, nonostante l’ultimo ed appurato inquinamento di Novembre 2011, non era stato ancora ottemperato. In pratica, l’impressione è che tutti sapessero tutto e che nessuno abbia mai fatto in 5 anni qualcosa di concreto per non arrivare a due casi conclamati e certificati d’inquinamento. Una cosa che fa davvero specie a pensarci bene. Intanto, consoliamoci con l’ultima dichiarazione dell’azienda cioè quella “di aver verificato alcune problematiche gestionali, che avevano procurato disagi all’ambiente”. Dal fronte della Provincia, di riflesso è arrivata un’autorizzazione a scaricare fino al 6 aprile 2012 con obbligo di prelievi da parte dell’ARPAB. Che sia davvero la volta buona?

 

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