Mythen spa. Epilogo di una lunga vicenda?

Matera  – Nel 2003, sorge, in agro di Ferrandina, la Mythen, un’azienda chimica e petrolchimica inclusa dal Ministero dell’Ambiente tra gli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti; questa realtà produttiva, così pericolosa, nasce, incredibilmente, proprio in quell’area che lo stesso Ministro dell’Ambiente dell’epoca, Matteoli, aveva definito, nel 2002, area d’interesse nazionale da bonificare. A questo audace avvio d’impresa si aggiunge subito un’altra chicca: un finanziamento pubblico riveniente dalla legge 488/92. L’azienda parte e produce biodiesel, risultato della trasformazione di grassi acidi, emulsioni e sostanze chimiche. Dopo un insediamento, alquanto, discutibile, il colosso della chimica si ritrova subito implicato in storie poco chiare: nel 2009, in prossimità della sua area, vengono segnalati dalla Forestale della zona alle Autorità giudiziarie: sversamenti inquinanti; qualche mese dopo, il segretario lucano dei Radicali Maurizio Bolognetti, in un video inchiesta shock, denunciava la presenza di un tubo, a suo parere riconducibile alla Mythen, che liberava acqua, visibilmente inquinata, nel Basento. La società, rispondeva dicendo di essere, comunque, in regola con rete fognaria e depurazione delle acque. Poi, dal blog dell’ex assessore all’ambiente Santochirico si apprendeva, invece, dell’inesistenza della rete fognaria. In seguito, la Mythen si farà scudo anche con un malfunzionamento della corrente elettrica che non le permetterebbe, tuttora, di depurare. Da quel momento, in poi, scoppia un inquietante silenzio. Solo a Settembre 2011, partono le analisi del fiume da parte dell’Arpab, nell’ambito di un indagine della Procura di Matera. Ieri mattina, finalmente, la pubblicazione degli esiti sul sito dell’agenzia regionale. “Sia a valle, sia a monte, sia in corrispondenza dell’impianto Mythen – si evince dalla relazione – sono stati riscontrati valori anomali rispetto al COD ossia la domanda chimica di ossigeno, da cui la morìa dei pesci. A causare questo stato: la presenza di metanolo. In generale, poi, si è riscontrato un tasso di tossicità del fiume superiore a quello consigliato dal D. L.gs. 152/06. In definitiva, gli agenti chimici riscontrati – dice sempre la relazione – sono gli stessi contenuti nello scarico della Ditta. C’è chi, come Pio Abiusi di Città Plurale, ha subito gridato, ironicamente, alla scoperta dell’acqua calda, chi, come le associazioni Ola e Ael, in questi giorni, ha pressato comunque per vedere confermati i dati con una pubblicazione ufficiale Arpab e chi invece come il sindaco di Ferrandina, Saverio D’Amelio, aveva già emesso qualche giorno fa un’ordinanza con la quale vietava l’uso delle acque e dei pozzi a valle dell’impianto Mythen. Il dado, in pratica, era già tratto, da tempo, per tutti. Nel video allegato anche le dichiarazioni di Annamaria Dubla dell’associazione Ambiente e Legalità.

 

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