Russiagate, Conte a Salvini: chiarisca. In Basilicata Polese insiste: via la Lega dai tavoli sul petrolio

Il consigliere Mario Polese (Italia Viva) chiede il ritiro dai tavoli delle trattative sul petrolio della Lega. Il capogruppo leghista in Regione, Tommaso Coviello: “Gravissime le accuse mosse. Illazioni che respingo al mittente, mi riservo di agire nelle sedi opportune”.

Il premier Conte al Copasir sul Russiagate: “Trump non me ne ha mai parlato. Gli Usa hanno chiesto informazioni sul caso Mifsud a giugno. Barr verificava l’operato degli agenti americani, con lui non ho mai parlato neanche al telefono. Agli Stati Uniti abbiamo chiarito che la nostra intelligence è estranea alla vicenda”, dice in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Poi un duro attacco a Salvini: “Dovrebbe chiarire che ci faceva con Savoini con le massime autorità russe, il ministro dell’Interno, il responsabile dell’intelligence russa. Dovrebbe chiarirlo a noi e agli elettori leghisti”.

Sulla vicenda tiene accesi i riflettori in Basilicata il consigliere regionale Mario Polese (ex PD ora in Italia Viva) il quale rinnova la richiesta al governatore Vito Bardi di ritirare dai tavoli delle trattative con l’ENI i rappresentanti locali della Lega anche alla luce delle vicende emerse durante la trasmissione televisiva Report: “Si tratta di una vicenda enorme che non è ancora chiara in tutta la sua grave complessità, in particolar modo nelle relazioni tra Italia e paesi stranieri e sull’eventuale disegno che potrebbe interessare i bacini petroliferi della Basilicata”.

Gli replica a stretto giro il capogruppo leghista nel consiglio lucano, Tommaso Coviello il quale riservando di agire nelle “sedi opportune” definisce “Gravissime le accuse mosse” da Polese: “Riprendere questioni di natura nazionale e internazionale” dice Coviello “e strumentalizzarle per mettere in discussione l’onestà e la natura assolutamente integerrima della classe dirigente della Lega in Basilicata, segna uno dei punti più bassi della politica locale degli ultimi anni”.