Taglio parlamentari, lunedì il voto in aula

Una priorità del governo come sottolineava Mirella Liuzzi, sottosegretaria lucana al Mise, all’uscita dalla cerimonia del giuramento: il prossimo 7 ottobre è infatti segnato in rosso nell’agenda politica italiana la seduta d’aula dopo che la commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.

Gli orientamenti delle varie forze politiche non sono tutti convergenti per il Sì: al netto di quelli della maggioranza (tutti favorevoli anche se PD e Leu hanno chiesto prima del voto definitivo di lunedì un vertice di maggioranza per meglio definire il complesso delle riforme) il voto sul testo in commissione ha visto contrari Forza Italia e +Europa. Assenti invece i deputati dei Fratelli d’Italia e della Lega anche se Matteo Salvini ha detto che in aula voterà a favore a patto che l’ok al provvedimento non sia merce di scambio tra PD e M5s.

Dunque dopo quello ottenuto in Senato, con l’ultimo via libera alla Camera a maggioranza assoluta, la riforma diventerà legge e così dalla prossima legislatura i deputati scenderanno da 630 a 400, e i senatori da 315 a 200.

La riduzione del numero dei parlamentari ovviamente è destinata a ricadere anche sulla perimetrazione dei collegi. In Basilicata siederebbero così in parlamento solo sette rappresentanti, 4 alla Camera e tre al Senato.

Una “minaccia alla tenuta democratica” tuona il senatore lucano ex 5Stelle Saverio De Bonis “Regioni come Basilicata, Molise, Val D’Aosta, ma anche Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Umbria e Sardegna, vedrebbero una intollerabile compressione della rappresentanza e dunque del pluralismo. È assurdo, per esempio, che un territorio strategico come quello lucano rischi di perdere il sacrosanto diritto di far sentire la propria voce su questioni fondamentali e di consegnare le decisioni sul suo futuro a soggetti terzi”.

Share Button