L’ultimatum di Conte sblocca le nomine dei Viceministri e Sottosegretari

La Puglia “fa il pieno” all’Agricoltura, con Bellanova andrà il 5Stelle L’Abbate. La grillina lucana Liuzzi al Mise, il dem Margiotta al Mit.

In mattinata il Consiglio dei Ministri si è riunito per approvare la lista coi nomi dei sottosegretari. Era questo infatti l’unico punto all’ordine del giorno dopo l’ultimatum del premier ai due capidelegazione, Di Maio e Franceschini. Si completa dunque la squadra di governo con i 42 sottosegretari e viceministri: 21 i M5s, 18 i Dem, 2 i rappresentanti di Leu, 1 del Maie. Tra i viceministri, 6 sono dei Cinque Stelle, 4 del Pd.

Viceministri

  • Economia: Antonio Misiani (Pd) e Laura Castelli (M5S)
  • Mise: Stefano Buffagni (M5s)
  • Esteri: Marina Sereni (Pd) e Emanuela Del Re (M5s)
  • Infrastrutture: Giancarlo Cancelleri (M5S)
  • Salute: Pierpaolo Sileri (m5S)
  • Istruzione: Anna Ascani (Pd)
  • Interno: Matteo Mauri (Pd) e Vito Crimi (M5s)

Sottosegretari

La Puglia è chiamata ad un lavoro di grande responsabilità al Ministero dell’agricoltura, dal momento che alla titolare brindisina, Teresa Bellanova va ad aggiungersi il polignanese del Movimento 5 Stelle, Giuseppe L’Abbate. Tecnicamente pugliese anche il neo sottosegretario agli esteri, Ivan Scalfarotto del PD, che lungo tempo ha vissuto a Foggia.

In Basilicata confermati i nomi dei papabili alla vigilia, con la deputata Mirella Liuzzi dei 5Stelle che andrà al Ministero dello Sviluppo Economico e il senatore dem, Salvatore Margiotta che invece sarà sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e trasporti.

Il capo del Governo a margine dei colloqui coi vertici delle istituzioni europee aveva già sollecitato i capi delle due delegazioni, Di Maio e Franceschini, a farsi trovare pronti al suo ritorno con la lista dei nomi, per questo si è lavorato tutta la notte per non procrastinare ulteriormente le decisioni e rendere pienamente operativo il nuovo Governo.

A Bruxelles infatti, Conte ha affrontato i temi più significativi dell’agenda riformatrice alla quale si dovrà lavorare, a partire proprio dall’avvio di un piano strutturale di rilancio del Mezzogiorno. “Una questione avvertita anche dalle Istituzioni europee” ha ricordato il premier “come dimostrato proprio pochi giorni fa, dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana della Commissione Ue, secondo la quale negli ultimi anni gli investimenti pubblici nel Sud-Italia sono diminuiti in maniera consistente”.

Le priorità di Conte, sono una Banca pubblica per gli investimenti a supporto delle imprese e tutti quegli strumenti di intervento, come i Contratti istituzionali di sviluppo, le Zes e i Contratti di Rete, idonei a perseguire obiettivi mirati e finanziariamente sostenibili, in grado, al contempo, di capitalizzare le risorse, in particolare quelle europee, che spesso non sono spese o non vengono adeguatamente impiegate.

E poi ancora, l’aumento di fondi dedicati alle infrastrutture di tutto il Paese, con una quota destinata al Sud maggiore rispetto al passato e realmente calibrata sulla popolazione e sui suoi bisogni. E qui il capo del Governo ha fatto un esempio tra i tanti “Non è tollerabile che Matera, la Capitale europea della cultura, rimanga isolata dal resto del Continente a causa di una rete ferroviaria inadeguata”.

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