Regionali lucane. I partiti tra sondaggi, indiscrezioni e “pranzi carbonari”

Prima di riportare le ultime novità delle ormai quotidiane cronache politiche che accompagnano i lucani in questo conto alla rovescia che li separa dalle elezioni di marzo, occorre fare una premessa.

Siamo in epoca di sondaggi e le forze politiche in alcuni casi ai tradizionali strumenti messi a disposizione dagli istituti di ricerca preferiscono, vista la diffusione del Social network, le indiscrezioni giornalistiche per tastare il polso dell’opinione pubblica.

Magari non è questo il caso ma alle anticipazioni già riportate nei nostri servizi di ieri sul minivertice del centrosinistra alternativo e antipittelliano cui hanno preso parte alcuni esponenti “malpancisti” del PD con quelli di MdP allo scopo di convergere su una candidatura unitaria e dar vita ad una coalizione di “centrosinistra alternativo”, si aggiungono ulteriori indiscrezioni sui nomi dei candidati presidenti di unità proposti dai partecipanti (Santarsiero, Spada, Lacorazza, Chiurazzi, Romaniello e Bubbico), forse anche per “vedere l’effetto che fa”, sempre sulla pubblica opinione.

Come candidato di sintesi, nel corso del pranzo-vertice in quel di Grassano è stato proposto con “maggiore insistenza” Piergiorgio Quarto, l’ex presidente della Coldiretti lucana il cui nome è circolato molto nelle settimane passate, come pure quello dell’attuale assessore a cultura e innovazione di Matera, il senatore Giampaolo D’Andrea accanto a quello di Luigi Bradascio, proposto con ogni probabilità invece dal duo Spada-Chiurazzi.

E’ ancora presto per dire se questo tavolo (che qualcuno ha già soprannominato “dei Briganti”) culminerà con una proposta di sintesi. Certo è invece che ormai le primarie da celebrare nell’altro  centrosinistra, quello cioè che riunisce le forze del governo regionale uscente, sono tramontate.

Il commento al pranzo “carbonaro” di ieri è contenuto in un documento diffuso dall’indirizzo di posta del PD lucano, siglato insieme agli altri alleati, cioè il Psi, Progetto Popolare – Realtà Italia e Verdi: “La disfida su chi deve comandare non ci interessa, il Centrosinistra non intende legittimare autocandidature e rifugge l’antico esercizio del veto e del pregiudizio politico”.

Il veto, manco a dirlo riguarda Pittella, destinatario nei giorni scorsi di una serie impressionante di attestazioni di buon lavoro fatto nel corso del suo mandato, messaggi inviati tra gli altri dai vari segretari del PD locale e da esponenti istituzionali (dalla vice Franconi al sindaco De Luca).

La strada per il Pittellabis è però resa ancora insidiosa dal perdurare del divieto di dimora nel capoluogo. E mentre la richiesta di revoca della misura al Riesame di Potenza è stata rimandata nel corso dell’udienza di ieri su richiesta dello stesso governatore uscente al 5 febbraio, Pittella confida adesso nella decisione del Gup di Matera, Angelo Onorati sulla nuova istanza di revoca presentata in seguito alle dimissioni da presidente di Giunta regionale.

Tutto questo mentre il Movimento 5 Stelle prosegue la sua campagna elettorale e il centrodestra prende ancora tempo per concretizzare gli accordi tra i leader nazionali con un nome di sintesi.

Ma in questo caso, nessuna indiscrezione è data in pasto alla comunità lucana, anche perchè Berlusconi, cui spetta l’indicazione del nome del candidato presidente, si fida molto dei suoi di sondaggi.

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