Regionali lucane. Dopo le dimissioni da presidente, il centrosinistra (e Pittella) guarda avanti

Quel che è stato è stato. Ieri Marcello Pittella ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della Giunta regionale, e lo ha fatto formalmente con una lettera inviata ai rappresentanti istituzionali ed una breve dichiarazione rilasciata all’Ansa di Potenza “fiero di questa regione” ha espresso gratitudine alla sua gente e a “quanti in questi anni hanno lavorato sodo ed hanno creduto” nel suo progetto.

Nel giro di pochi giorni, quella di Marcello è la terza mossa di rilievo che si registra nell’ambito del centrosinistra in vista delle regionali di marzo.

Qualche giorno fa lo storico sfidante alle primarie 2013, Piero Lacorazza, ha annunciato l’intenzione di ballare da solo alla testa di una sua lista, ieri Nicola Valluzzi l’ex presidente della Provincia di Potenza (ed ex Lacorazziano), deluso dal suo partito ha deciso di restituire la tessera.

Mentre il PD vede traballare il palazzo della Regione, coi tamburi di battaglia dei 5Stelle sempre più rumorosi in una sfida elettorale mai così incerta nella rossa Basilicata, non è affatto escluso che scenda in pista da ballo – fuori dal PD – anche Pittella.

Del resto, all’interno del centrosinistra di governo (e non) le voci contrarie a una sua ricandidatura sono diventate nelle ultime settimane, sempre più numerose (e rumorose), insieme a quelle contrarie alle primarie, strumento democratico dietro l’ombra del quale – per i più maligni – si celava il gladiatore di Lauria.

E ieri, mentre ancora si attendeva l’ufficialità delle dimissioni da presidente, correva parallelamente la notizia che l’auspicata figura di un candidato competitivo e di sintesi, il centrosinistra l’avesse alfine individuata nel senatore Mauro Laus. Lucano, originario di Lavello nel potentino, impegnato politicamente in Piemonte che stando a quanto riporta Antonella Inciso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbe disposto al cimento solo nel caso di un via libera dello stesso Pittella.

La soluzione, cui da Roma – per ammissione del senatore piemontese – si stava lavorando da mesi, piace parecchio ad almeno un paio di esponenti della coalizione, Gigi Scaglione e Franco Mollica. Più tiepide le reazioni degli altri.

Adesso nel futuro di Pittella c’è ancora la vicenda giudiziaria destinata a correre parallelamente a quella politica. Sul fronte istituzionale però dopo le dimissioni da presidente potrebbe “venir meno” la misura del divieto di dimora a Potenza, che dall’ottica del candidato, rappresenta l’ostacolo più vicino da superare per lo scatto iniziale di una campagna elettorale, da correre velocemente, fuori o dentro il PD.

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