Pittella, parla l’indagato: Riesame? Vicenda rocambolesca, continuo a combattere con armi da cittadino

“C’è un valore che è quello della dignità, mia e della mia famiglia che intendo difendere fino alla morte”

Il giorno dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Potenza che ha di fatto confermato il divieto di dimora a Potenza facendo sfumare ogni speranza riposta da Marcello Pittella di ottenere l’agibilità politica, è lo stesso presidente regionale – ancora sospeso dalla carica – a rompere il silenzio. E lo fa dopo la reazione del mondo politico e istituzionale del PD lucano con il gruppo consiliare della Regione e i segretari locali Polese, Scarnato e Locantore che hanno paventato la persecuzione politica, e la solidarietà della giunta regionale.

Circondato dai giornalisti nella sua abitazione di Lauria risponde a chi gli chiede un commento: “come vuole che definisca una vicenda che sa di rocambolesco” attacca “avverto delusione e preoccupazione, del resto la Cassazione mi ha dato pienamente ragione, affermando nelle 18 pagine inoltrate a Potenza da Roma che non dovevo essere arrestato. Eppure” aggiunge “mi trovo ancora in divieto di dimora”.

“Mi sembra inspiegabile quello che sta accandendo e continuo a combattere con quelle che sono le armi a disposizione di un cittadino, come me”.

Pittella, ripercorrendo le varie misure cautelari che lo hanno riguardato, fino alla decisione della Cassazione che ha “accolto con rinvio al Riesame” il suo ricorso “che mi ha restituito il sorriso” si domanda se “viviamo ancora in uno stato di diritto”, dopo la decisione uscita dal Palazzo di Giustizia di Potenza.

“in questa vicenda” commenta poi Pittella “non so chi è Davide e chi è Golia, so soltanto che quando commetto un errore come medico io ne pago le conseguenze, qualcun altro quando commette un errore non solo non lo ammette ma insiste e persevera in quell’errore e non paga nulla” come fa intendere il presidente riferendosi al Riesame che non ha tenuto conto della sentenza della Corte di Cassazione. “E’ una lotta impari, dove c’è solo un Golia, e oggettivamente non sono io”.

A chi gli chiede se pensa o ha pensato di dimettersi Pittella risponde che il senso di responsabilità nei riguardi dei cittadini glielo ha impedito “sarebbe stato un disastro amministrativo” per la Regione.

Sul versante politico invece a chi domanda del “passo di lato” rispetto all’ipotesi di un “Pittellabis” in Regione per il centrosinistra afferma che “non è questa la mia priorità. Ora penso solo alla vicenda che ha tolto a me, alla mia famiglia e ai miei amici il sorriso, per questo sono disposto ad andare non una ma mille volte in Cassazione”.

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