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Pittella e il Riesame di Potenza. Lacorazza: toni del gruppo PD in Consiglio fuori luogo

“Mi rendo conto che la sentenza della Corte di Cassazione aveva generato aspettative tanto per l’ordinanza del Gip quanto sulla decisione del Tribunale del Riesame relative alla richiesta di revoca delle misure cautelari disposte al Presidente Marcello Pittella”.

Comincia con una lunga premessa il suo intervento il consigliere regionale Piero Lacorazza, autosospeso dal PD – a commento della vicenda giudiziaria di Marcello Pittella.

Lacorazza ricorda che “solo con le motivazioni” il Riesame di Potenza “potrà meglio far capire le argomentazioni addotte dai giudici”.

Il consigliere rammenta di aver anche “votato contro la mozione di sfiducia proposta dalle minoranze” lo scorso  mese di luglio nonostante la sua posizione politica, precedente a quella giudiziaria “fosse contraria al Pittella bis”.

Piero Lacorazza giudica però “fuori luogo i toni utilizzati dal gruppo Pd”.

“I toni” per il consigliere lucano “trascinano anche il merito della posizione in una sorta di conflitto, apparentemente tra poteri, nella sostanza tra la disperazione e il benservito”. Con la “disperazione di aver legato la vicenda politica del Pd e del centrosinistra lucano ad una sentenza o ordinanza che potesse riproporre la possibilità di una ricandidatura di Marcello Pittella alla Presidenza della Regione”.

“Una strada” prosegue “ritenuta da alcuni quasi obbligata per far quadrare qualche equilibrio intorno agli assetti che hanno eletto Mario Polese segretario regionale del Pd. Lo stesso segretario regionale ha imboccato questa strada per necessità; se non fosse cosi avrebbe dovuto da tempo scegliere di evitare il doppio ruolo e costruito alte strade dopo il ‘passo di lato’ di Marcello Pittella.E oggi, come più volte detto, si dimostra inadeguata questa direzione politica. Anche nell’ultima assemblea regionale ha prevalso un certa arroganza evitando di rintracciare punti di unità piuttosto che di rottura”.

E poi “c’è il benservito a Marcello Pittella” commenta Lacorazza: “per la seconda volta dopo la non candidatura al Parlamento, poiché non si è scelta una via politica per accompagnare, con equilibrio, un giusto percorso. Qui c’è una responsabilità di un largo gruppo dirigente (?) che non ha saputo o che non ha voluto ragionare nell’attesa che un tribunale sciogliesse il nodo della sua ricandidatura. Non una ma più strade e via d’uscita abbiamo indicato anche nel contemperare aspetti politici ed umani. Noi possiamo aiutare un percorso di ripresa di unità e di responsabilità” conclude “se ci saranno condizioni e segnali politici inequivocabili che forse questa guida politica del PD lucano non è in condizione di garantire perché più abituata all’autosufficienza che al governo di idee e rappresentanze diverse radicate nella società”.

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