Pittella attende la revoca del divieto di dimora a Potenza

Dopo la severa bocciatura del Riesame di Potenza da parte della Corte di Cassazione, formalizzata nelle motivazioni depositate dai giudici della quinta sezione penale della suprema Corte romana all’accoglimento del ricorso di Marcello Pittella contro gli arresti domiciliari (Il tribunale del riesame di Potenza “non ha individuato elementi indiziari dai quali desumere che Pittella abbia fatto sorgere” o “rafforzato il proposito criminoso nei coindagati”) c’è attesa su quanto il diretto interessato vorrà dire dopo l’ultima sua uscita pubblica, quella del 9 ottobre scorso tramite lettera inviata ai lucani, al suo partito e al centrosinistra.

Per il presidente scatta il conto alla rovescia – al più cinque giorni – dopo che i suoi difensori hanno presentato al Gip di Matera l’istanza di remissione in libertà, ovvero la revoca del divieto di dimora a Potenza. Anche se è probabile che il governatore – attualmente ancora sospeso dalla carica – rompa il silenzio solo dopo la rivalutazione del Riesame che invece richiederà più tempo, dato che ci vorranno una decina di giorni per l’udienza del tribunale potentino.

Parlerà certamente della vicenda umana ma si attende anche una parola sulle prospettive di natura politica a una manciata di giorni dal “PD Day” assembleare fissato il 16 dicembre prossimo al Santa Loja di Tito. Certo la vicenda giudiziaria resta ancora aperta, ma dopo l’importante vittoria di ieri tutto si riapre in chiave elettorale, anche un eventuale Pittellabis. Di sicuro dal vertice romano per discutere le candidature lucane, previsto due giorni dopo, cioè il 18 dicembre cui prenderanno parte i segretari locali, i consiglieri regionali e i parlamentari del PD, arriveranno indicazioni utili a definire il percorso – anche se non sopratutto di Pittella – in chiave elettorale.

Del resto c’è un giudice a Berlino, che ha contestato, tra le altre cose le valutazioni uscite dalle aule lucane sui rischi connessi a ulteriori sue candidature.

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