All’indomani della Cassazione su Pittella le reazioni. Botta e risposta Lasorella – Polese

Duro commento della giornalista leader della lista Luci cui replicano il segretario del PD lucano e l’assessore Cifarelli

Non si fanno attendere i commenti della politica lucana all’indomani delle motivazioni depositate dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione che ha bocciato severamente il Tribunale del Riesame di Potenza sia sulle motivazioni che sulle misure cautelari imposte all’indagato Marcello Pittella.

Maurizio Bolognetti (Radicali)

Il primo a parlare è stato il segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, garantista di ferro: “alla luce di quanto afferma la Suprema Corte di Cassazione, verrebbe nuovamente da chiedersi su quale base sia stato disposto l’arresto del Presidente della Giunta regionale di Basilicata, Marcello Pittella” commenta e ribadisce quanto già affermato in altre occasioni passate: “i tre mesi di carcerazione preventiva inflitti a Marcello Pittella hanno il sapore amaro di un provvedimento ingiustificato e, verrebbe da aggiungere, ingiustificabile. Parafrasando la frase di Elias Canetti, che Leonardo Sciascia cita nel suo ‘L’affaire Moro’, verrebbe da dire: ‘qualcuno è stato arrestato al momento giusto’.”

Livio Valvano – segretario PSI Basilicata e sindaco di Melfi

Anche il segretario del PSI lucano è sulla stessa linea di Bolognetti, tra i primi in passato a commentare duramente le misure cautelari confermate dal Riesame, Livio Valvano nonostante affermi di non aver intenzione di esprimersi (“potrei dire molte cose, a partire dal classico ‘l’avevo detto'”) affida a Facebook il suo pensiero: “oggi piango, non rido”, scrive e chiede retoricamente “chi e come riparerà i danni prodotti”. Secondo Valvano infatti per l’ennesima volta “l’ennesima e purtroppo temo non l’ultima” afferma “registro che viviamo un cortocircuito culturale-istituzionale, di giustizialismo politico-mediatico”.

“Sono rammaricato” prosegue Valvano “ce l’ho con me stesso, perchè purtroppo ho avuto stramaledettamente ragione già a partire dalle prime ore. Credetemi non avrei voluto avere ragione, avrei preferito mille volte vedere Marcello Pittella colpevole; meglio un amico sacrificato anzichè assistere oggi alla letterale demolizione – Cassazione – delle accuse a suo carico (da parte della Corte di Cassazione), che si traduce in un ennesimo episodio di scempio giustizialista”.

Più misurato il primo commento a caldo del segretario del Partito Democratico lucano, Mario Polese “Avere fiducia nella giustizia, paga. Auguri Marcello Pittella”.

Poi però legge quanto la giornalista lucana Carmen Lasorella, in pista per le regionali di maggio con il suo movimento LUCi – Lucani insieme, vicina alle posizioni dei potenziali alleati del cantiere civico di Roberto Speranza, scrive su Twitter: “Il punto non è Pittella libero, ma la Basilicata libera da Pittella. Ci tocca lavorare di più. Lo faremo” e decide di replicare sulla sua bacheca Social: “Il punto non è la politica. Ma il cattivo gusto. E qui ce n’è tanto, raschiamo il fondo”.

L’uscita di Carmen Lasorella criticata pure dall’assessore regionale Roberto Cifarelli “Mi chiedo se veramente Carmen Lasorella crede in ciò che scrive” afferma “Le tocca lavorare di più ora perché davvero ritiene che la magistratura sia strumento della politica? Dice bene Erminio Restaino: sciocca e superficiale”.