Election Day. Polemiche sulla data, dai ricorsi 5Stelle agli attacchi della Lega a Franconi

La data del 26 maggio 2019 decisa dalla vicepresidente di Giunta Flavia Franconi è tutt’altro che blindata. Leo Amato sul Quotidiano del Sud ha pubblicato un appunto dell’ufficio di Gabinetto del Viminale indirizzato a Matteo Salvini nel quale il dipartimento Affari territoriali evidenzia che la scelta del rinvio del voto per accorparlo alle europee “non è in linea” con la normativa regionale lucana.

Inoltre, la norma relativa all’Election Day – alla base della decisione di Franconi a seguito del parere del costituzionalista Salvatore Staiano, allegato alla lettera arrivata sul tavolo di Salvini il 20 novembre scorso – non è mai stata recepita a livello regionale e dunque l’accorpamento non sarebbe obbligatorio.

Sempre sulla stampa Antonella Inciso (Gazzetta della Basilicata), citando fonti regionali, scrive che la Regione Sardegna ha chiesto di poter visionare gli atti prodotti dalla Basilicata (decreto più pareri giuridici) per valutare l’eventuale indizione delle elezioni nella medesima data di maggio.

Nel frattempo i 5Stelle hanno comunicato di aver depositato al Tribunale Amministrativo Regionale l’annunciato ricorso contro quello che – in una nota siglata dal candidato presidente Antonio Mattia insieme ai portavoce regionali Leggieri e Perrino – è definito come “l’assurdo e illegittimo rinvio delle elezioni regionali a maggio 2019”.

Sul fronte politico si registra un attacco dal segretario leghista Antonio Cappiello all’indirizzo di Franconi che nell’ambito di un incontro in Regione con le forze politiche per la data delle elezioni gli avrebbe detto “si va al voto se si trova l’accordo per la sua sistemazione per il futuro”. Cappiello si riferisce alla presidenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), dove tra i nomi dei papabili figurerebbe proprio quello della facente funzioni di governatrice in Basilicata. Decisione in agenda nell’ambito della Conferenza delle Regioni, che avrebbe dovuto discuterne giovedì, appuntamento poi sconvocato dal presidente Bonaccini a causa dell’annullamento delle sedute della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Unificata.

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