Cassazione accoglie ricorso Pittella: reazioni della politica lucana

All’indomani dell’accoglimento del ricorso di Pittella da parte della Cassazione, sono diverse le reazioni, segnate non solo dall’appartenenza politica, ma anche dal contesto generale che vede le diverse forze, movimenti e aree di partito, impegnate in prospettiva per le scadenze elettorali.

Una voce che nel partito è molto vicina al presidente Pittella è quella del consigliere regionale Vincenzo Robortella che definisce la pronuncia come “un segnale importante che dimostra come i giudizi affrettati, a maggior ragione per interesse politico, devono sempre fare i conti con il giusto procedere della magistratura, a cui va sempre riconosciuta piena fiducia per il suo operato”.

Robortella (a destra) 

“L’urgenza di condannare politicamente un uomo” dice Robortella “si scontra spesso con gli iter giudiziari che, senza falsa propaganda, mirano a chiarire le vicende nell’interesse di tutti i cittadini”.

“Auguro al presidente Pittella, ma anche a tutti i lucani, che si arrivi quanto prima alla conclusione di questa vicenda, ponendo un punto certo al riguardo garantito dall’autorevolezza dell’operato della magistratura. Il giustizialismo da quattro soldi e forcaiolo dovrebbe essere ridimensionato proprio da casi come questo, dove è necessario rispettare determinate tempistiche prima di poter affermare con certezza qualcosa. Se non si vuole tenere in alcun conto il principio della presunzione di innocenza, quantomeno si rispetti il lavoro della magistratura, che è l’unico organismo atto a pronunciare condanne e assoluzioni definitive”.

Il presidente del Consiglio regionale, Vito Santarsiero augura a Pittella di risolvere le vicende che lo tengono ancora lontano dalla sua funzione di presidente augurando al PD e al centrosinistra di affrontare questa difficile stagione “nel miglior modo”.

Molto critico è Piero Lacorazza, attualmente sospeso dal gruppo consiliare del PD: “Aver caricato il giudizio della Cassazione di significato politico è stato un altro errore di Mario Polese” dice “La direzione non si convoca da marzo, l’assemblea da giugno,rinvio del voto a maggio. Il bilancio della Regione? Motivi della mia autosospensione. Unità? Quando? Per cosa?”

“Per fortuna ci sei tu” replica a Lacorazza il segretario PD regionale Mario Polese “diserti le assemblee, partecipi invece ai gazebo di altre forze politiche e trovi sempre il modo per essere strumentalmente inopportuno, impresa non facile. Complimenti”.

“Mezza vittoria o mezza sconfitta?” si chiede Paolo Galante di Realtà Italia. “Suona un po’ come mezza verità e mezza bugia” commenta l’avvocato e consigliere regionale di maggioranza “ma a mio avviso” scrive in un lungo post su Facebook “una mezza verità è una bugia intera e una mezza bugia, comunque, non è verità. Resta un fatto, la carcerazione domiciliare del Presidente Pittella imposta sulla base delle motivazioni indicate nell’ordinanza del Tribunale del Riesame era illegittima. Questa per il diritto è una verità” aggiunge “Ne consegue, che il Presidente Pittella non doveva subire quella misura cautelare personale, quantomeno per quelle motivazioni”.

Massimo Zullino – segretario vicario Lega Basilicata

Duro – e sopra le righe – è invece il giudizio dei leghisti lucani affidati alla tastiera del segretario vicario Massimo Zullino che affonda duramente contro il presidente Pittella e la vice Franconi paragonati ai “Ridge e Brooke” della serie TV “Beautiful” accusati di aver trasformato la Basilicata in una “soap opera: “invece di lasciare appesa la Basilicata per queste vicende” afferma il leghista “pensassero a trovare soluzioni rispetto ad una forzatura ormai avvenuta, e cioè quella di aver indetto il voto a maggio”.

 

 

Share Button