Canoni Petrolio. E’ polemica in Basilicata sull’emendamento Liuzzi

Mirella Liuzzi – deputata M5s Basilicata

La deputata e segretaria nell’ufficio di presidenza della Camera, Mirella Liuzzi ha proposto un emendamento nella legge di bilancio che – in caso di approvazione – porterebbe a circa mezzo miliardo di euro l’entrata per lo Stato per attività di ricerca, sondaggi, perforazioni, estrazioni e coltivazione di idrocarburi operata dai petrolieri.

Sul punto a distanza da una settimana di passione in Parlamento, con le polemiche su un’altra norma ambientale – quella contenuta nel decreto Genova all’articolo 41 relativa ai fanghi di depurazione in agricoltura – che ha visto salire sulle barricate non solo i lucani PD di Camera e Senato ma anche il senatore De Bonis, a capo di una battagliera fronda grillina, adesso tocca a Mirella Liuzzi – l’emendamento che rivede il canone petrolio porta infatti il suo nome – salire sulla graticola.

Il senatore Margiotta del PD lucano bolla quelle sulle trivellazioni da parte del “Movimento 5 Stelle come promesse da marinaio” mentre l’ex governatore lucano ora deputato, Vito De Filippo grida vergogna e definisce la proposta della Liuzzi “una clamorosa smentita”.

Liuzzi si difende dagli attacchi e replica ai nostri microfoni che il suo emendamento invece rende svantaggioso trivellare in Basilicata.

Dalla regione lucana, dove il tema è fortemente sentito, Mario Polese segretario PD denuncia la “strategia della distrazione e delle bugie del Movimento 5 Stelle: Fanno colpi di teatro cavalcando suggestioni invece di leggere le carte solo per evitare che si sveli il fatto che sono i più filo petrolieri degli ultimi 30 anni”.

Da Potenza è il candidato governatore Mattia che difende l’emendamento Liuzzi e tenta di chiarire: “quella della tassazione sulle concessioni petrolifere è una posizione che il Movimento ha sempre avuto. Noi siamo per l’uscita dalle fonti fossili” spiega Mattia “e il primo mezzo è quello della “disincentivazione”.

Con la campagna elettorale – più o meno – alle porte e i ruoli nazionali a parti invertite, col M5S che è forza di Governo e il PD di opposizione, tutto lascia supporre che da Roma a Potenza il fuoco delle polemiche è destinato ad ardere ancora per lungo tempo.

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