Regionali lucane di Maggio: i commenti in attesa di una parola dal Viminale

Decisa la data per le prossime regionali di Basilicata per il giorno 26 di Maggio del 2019, in concomitanza con il voto delle europee, si aprono adesso diversi fronti

Il primo è quello dell’interlocuzione con l’esecutivo nazionale, in particolare col titolare del Viminale cui Flavia Franconi ha indirizzato una lettera aprendo alla disponibilità di “ulteriori interlocuzioni basate sul principio della leale collaborazione tra istituzioni” affinché “previa adozione di adeguati strumenti normativi da parte del Governo, si possa superare l’attuale normativa in modo da poter votare in data antecedente” a quella dell’Election Day di Maggio “e comunque tale da poter garantire che lo svolgimento delle elezioni avvengano con la più ampia partecipazione di cittadine e di cittadini e la massima tutela dei diritti all’elettorato passivo ed attivo in adesione ai principi di ragionevolezza e adeguatezza e di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini”.

Il secondo fronte è stato aperto dai 5Stelle a suon di carte bollate con la diffida urgente alla Regione e un esposto alla Procura della Repubblica di Potenza. Ascoltiamo Antonio Mattia, candidato governatore del Movimento in presidio per 24 ore con cittadini e portavoce locali sotto la sede della Regione al grido di “salviamo la Basilicata dal PD e da Pittella”.

E proprio dall’area di centrodestra è il senatore Pasquale Pepe a suonare la carica “ora i Lucani, al di là dei tecnicismi, facciano sentire la loro indignazione. Prima nelle piazze, poi nelle urne”.

Sulle barricate sale anche il consigliere regionale ed ex assessore di Giunta con Pittella – ora vicino al centrodestra -, Nicola Benedetto che critica Franconi: ha “deciso di trasformare un atto meramente amministrativo come la convocazione delle elezioni in un atto totalmente politico. La Basilicata non può permettersi 6 mesi di inattività solo per gli interessi di qualcuno.”

Il già parlamentare Cosimo Latronico (Noi con l’Italia) rivolge un invito – data la disponibilità della vicepresidente Franconi “a convenire una data più ravvicinata e prossima al termine di scioglimento della legislatura” – il ministro degli Interni, Matteo Salvini a fissare “per lo svolgimento delle elezioni una data più prossima, magari in concomitanza con la consultazione delle altre regioni interessate al rinnovo delle assemblee regionali”.

“Evitiamo” aggiunge “di fare anche della data delle elezioni un momento di divisione e di conflitto che si traduce in una perdita di credibilità delle istituzioni, apparendo gli attuali decisori insensibili alle esigenze di trasparenza ed alla necessità di sbloccare al più presto una situazione istituzionale e politica paralizzata”.

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