Regionali Lucane. Incertezza sulla data: centrosinistra ancora diviso, centrodestra in attesa

In attesa della definizione di nomi e programmi dei candidati impazza accanto al toto-coalizioni (con le due di centrosinistra sempre più lontane e quella di centrodestra in attesa del candidato unitario), anche il toto-data del voto

Il tempo stringe per Flavia Franconi, vicepresidente della Giunta regionale alla guida dell’Ente di via Verrastro da quando il presidente Pittella è sospeso per le note vicende giudiziarie sulla sanità lucana che lo hanno travolto, ancora nel limbo in attesa dell’udienza in Cassazione del 26 novembre prossimo.

Da sinistra la vicepresidente Franconi con i prefetti di Potenza e Matera

La facente funzioni di presidente Franconi, dovrà convocare le consultazioni con un occhio alle indicazioni ricevute dai gruppi in Consiglio – dove la maggioranza ha indicato come data utile quella del 20 gennaio non escludendo quella del 10 di febbraio accorpando le lucane con le consultazioni previste nelle altre regioni – e l’altro, di occhio, ai dubbi espressi dai Prefetti dei due capoluoghi circa i dispositivi di sicurezza da mettere in campo data la concomitanza con la cerimonia d’apertura dell’anno da Capitale europea della Cultura di Matera nel 2019.

In mezzo ci sono pure valutazioni di ordine politico sull’opportunità del taglio del nastro a Matera il giorno prima delle elezioni.

Sul fronte amministrativo i prefetti hanno tenuto aperto un canale con il Viminale per valutare la possibilità di un provvedimento amministrativo che eviti di sovrapporre due date al tempo stesso “così vicine e così lontane”, ovvero il voto politico e Matera 2019.

Ma potrebbe anche “saltare il banco”. Qualcuno infatti (oggi in particolare lo riporta La Nuova del Sud) scrive che accanto alla normativa regionale esiste una legge dello Stato che obbliga di effettuare le consultazioni nella stessa data di quelle europee, e cioè il 26 maggio.

In attesa di una decisione sulla data, che divide molti consiglieri regionali anche all’interno degli stessi schieramenti come nel caso di Piero Lacorazza del PD che al pari dei pentastellati lucani chiede di andare al voto il prima possibile, cioè il 13 gennaio, le divisioni nelle due (anzi tre) coalizioni sono ancora presenti a dimostrare che prendere tempo non sarebbe poi così negativo.

Antonio Mattia, il candidato presidente per il M5S di Basilicata

Se i 5Stelle infatti hanno già un candidato presidente ed un programma di governo, nel centrosinistra sono aperti due “cantieri” politici che col passare dei giorni si allontanano sempre più.

Da un lato quello “civico ambientalista e progressista” voluto da Roberto Speranza che vede insieme la giornalista Carmen Lasorella e il sindaco di Potenza Dario De Luca, dall’altro il tavolo del segretario Polese che sta tentando la non facile impresa di (ri)mettere insieme la coalizione di maggioranza includendo – come da mandato ricevuto dalla reggenza nazionale del partito – sia le figure politiche degli ex (Speranza in primis) che quelle provenienti dalla società civile.

I veti del centrosinistra di Speranza, De Luca, Lasorella, (discontinuità, rinnovamento, no al Pittellabis e a primarie di coalizione) animeranno certamente il dibattito previsto il prossimo 16 novembre all’assemblea regionale dem.

Nel centrodestra si attendono principalmente le indicazioni romane. I vertici di fine estate tra i tre leader nazionali, hanno decretato la corsa unitaria alle regionali, ma ancora non si registrano passi avanti sul nome da candidare per la coalizione. Da Palazzo Grazioli uscì l’indicazione di massima che a Forza Italia spettava l’ultima parola sul candidato. Ma anche in casa centrodestra la scadenza di fine novembre si avvicina e la processione non cammina.

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