Regionali Basilicata. Strappo nel PD lucano di Piero Lacorazza

Il consigliere regionale ha chiesto di anticipare la data del voto al 13 gennaio e una direzione regionale per discutere del bilancio della regione, per istruire il percorso per il programma e per le candidature; prima del 16 novembre ma il senatore Margiotta lo stoppa: “costruiamolo, il percorso, nelle sedi opportune. Ora la data per l’Assemblea c’é. Facciamolo. Non é il momento di strappi”.

L’ultima assemblea regionale del PD – quella del 26 giugno – fece quadrato attorno al nome di Marcello Pittella per la ricandidatura nella coalizione di centrosinistra.

L’incontro dell’organismo seguiva ai fallimentari esiti delle politiche del 4 marzo, e precedeva di pochi giorni il ciclone giudiziario sulla sanità che ha travolto il governatore.

Il 24 luglio il segretario nazionale Martina convocava a Roma il gruppo dirigente del partito lucano lanciando una indicazione chiara: alle prossime elezioni bisogna presentarsi con un’ampia coalizione aprendo a tutte le forze, compresa quella di Roberto Speranza e delle civiche.

Più che un suggerimento, una necessità dati anche i sondaggi nazionali, che nonostante la flessione di Lega e 5Stelle, vedono comunque con il vento in poppa i due alleati di Governo.

Ma in Basilicata la politica ha i suoi tempi, in parte anche legati a quelli delle aule giudiziarie. L’udienza sul ricorso alla Corte di Cassazione di Marcello Pittella è fissata infatti al prossimo 26 novembre, il PD lucano è stato convocato dal presidente dell’organismo Vito Giuzio per il prossimo 16 novembre. Giovedì scorso a Roma c’è stato un altro vertice tra i parlamentari e lo stesso Pittella concluso con l’ennesima fumata nera, mentre nel fine settimana si sono incontrati a Potenza i rappresentanti del partito in Consiglio usciti con l’ulteriore lacerazione sancita dallo strappo di Lacorazza.

Il consigliere regionale ha tentato un’ultima mediazione chiedendo la convocazione della “direzione regionale per discutere del bilancio della Regione, per istruire il percorso per il programma e per le candidature” da tenere prima della scadenza assembleare del Partito del 16 novembre.

Lacorazza nell’ambito del tavolo coi consiglieri del suo gruppo ha anche indicato come data del voto quella del 13 gennaio, ovvero una settimana prima rispetto al 20 come indicato dalla sua stessa maggioranza nell’ultima conferenza dei gruppi in Consiglio. Data giudicata poco opportuna non solo sotto il profilo politico – cadrebbe il giorno seguente al taglio del nastro di Matera 2019 e dunque nel pieno del silenzio elettorale – ma anche sotto quello logistico, come ricordato dai prefetti dei due capoluoghi.

“Non è il momento di strappi” gli ricorda però il senatore Margiotta che ammonisce Lacorazza “Costruiamolo il percorso” ma “nelle sedi opportune” e cioè in assemblea.

Ulteriori tentennamenti in casa PD in questo contesto suonano stonati, con i 5Stelle di Antonio Mattia da tempo ormai in campagna elettorale e con il centrodestra a trazione leghista che se pur avvitato nel dibattito interno per la scelta del candidato, ha dalla sua il favore dei sondaggi.

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