I due senatori lucani del PD critici con il premier Conte: niente infrastrutture nè sud

Giuseppe Conte presenta al Senato il governo M5s-Lega e si richiama al testo sottoscritto dai leader e sottoposto a gazebo e voto online

Un progetto di “radicale cambiamento”, rivendica il presidente del Consiglio mentre cita i capitoli del programma: dai diritti sociali alla legittima difesa, dal fisco più equo al daspo ai corrotti al carcere “vero” per i grandi evasori al taglio delle pensioni d’oro.

“Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà”, ha detto, citando la vicenda del bracciante maliano ucciso in Calabria. In politica estera, l’Italia resta nella Nato e con gli Usa come “alleato privilegiato”, ma “ci faremo fautori di una apertura alla Russia e della revisione delle sanzioni”.

Se il suo discorso è interrotto numerose volte dagli applausi delle forze della maggioranza, le critiche più forti arrivano invece principalmente dai banchi dei gruppi di PD e Forza Italia. I più rapidi a condividere le proprie perplessità sono i due senatori del PD lucano Margiotta e Pittella.

Il primo, punta tutto sui riferimenti alle infrastrutture: “Non ha fatto nessun riferimento” commenta Margiotta “è un tema che appassiona poco gli elettori ma che è strategico per il sistema Paese e per le sue opportunità di essere competitivo a livello globale”. Poi il Sud, che aggiunge il senatore lucano “come prevedibile, è scomparso dall’agenda politica, sacrificato sull’altare di un governo che, nonostante i numeri dei due azionisti che lo compongono, è a chiara ed indiscutibile trazione leghista”.

Gli fa eco in un duro videomessaggio Gianni Pittella “Nemmeno una parola sul Mezzogiorno” afferma il lucano dem “alla faccia dei milioni di voti presi nelle regioni del Sud. Un comizio da eterna campagna elettorale, ma lo incalzeremo con nostre proposte, perché non si interrompa l’azione riformatrice che serve all’Italia e all’Europa”.

Nemmeno una parola sul Mezzogiorno alla faccia dei milioni di voti presi nelle regioni del Sud. Un comizio da eterna campagna elettorale, ma lo incalzeremo con nostre proposte, perché non si interrompa l’azione riformatrice che serve all'Italia e all’Europa.

Pubblicato da Gianni Pittella su martedì 5 giugno 2018

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