Basilicata. Consiglio regionale discute promozione territoriale con Matera 2019

Premier Gentiloni in visita il 5 giugno a Matera

Matera 2019 e sanità tra i temi cardine nell’ultima seduta del Consiglio regionale lucano.

L’assemblea ha approvato a maggioranza con 12 voti favorevoli e 6 contrari, il disegno di legge della Giunta relativo al bilancio di previsione 2017 e pluriennale 2017-2019 dell’Agenzia di promozione territoriale di Basilicata. Il finanziamento regionale per ciascun anno corrisponde a 2,6 milioni di euro. Le entrate e relative spese complessive ammontano a 6,4 milioni di euro per il 2017 e a circa 4,1 milioni di euro sia per il 2018 che per il 2019. Acceso il dibattito che ha portato al voto, sul quale le opposizioni hanno parlato delle risorse messe a disposizione e di “scarsa progettualità” per dare corpo all’attività dell’APT. Risuona la portata di Matera 2019, come rimarcato nell’ultima visita in città del premier Gentiloni, trainante per la valorizzazione dell’Italia come per tutto territorio lucano ma sul quale emergono ancora incertezze e criticità. Approvato il ddl sul bilancio di previsione 2017 e pluriennale 2017-2019 dell’Ente di gestione del Parco archeologico storico naturale delle Chiese Rupestri del Materano e del Parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Ad entrambi, va rispettivamente un finanziamento regionale per ciascun anno corrisponde a 450 mila euro.

A seguire, ampia discussione sulla delibera di Giunta sui tagli ai medici della Continuità Assistenziale, in presidio lungo viale Verrastro e sul quale è arrivata una mozione del consigliere d’opposizione Rosa, di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, cui hanno aderito Napoli (Forza Italia) e Romaniello (Gruppo Misto – MDP), sulla quale la maggioranza allargata si è astenuta impedendone la discussione. A stigmatizzare l’accaduto, lo stesso Rosa ha parlato di un provvedimento per “impegnare il governo Pittella – assente ai lavori – “a rivedere la sua delibera con la quale, all’insaputa della categoria, sono state sospese alcune indennità alle 500 ex guardie mediche, indennità – ha precisato l’esponente di centrodestra – stabilite da accordi regionali e dovute per supplire carenze strutturali del Sistema Sanitario Regionale, e di aprire un’immediata interlocuzione con le associazioni di categoria”.

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