Italicum. La Consulta boccia il “ballottaggio” e legittima invece il premio di maggioranza

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 “impugnata” da un pool di legali in qualità di cittadini elettori. E’ stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti.

Il testo della sentenza, che pubblichiamo integralmente in coda all’articolo, è “suscettibile di immediata applicazione”. In pratica la sentenza della Consulta potrebbe contribuire ad avvicinare le elezioni dal momento che, al netto di alcune differenze (premio di maggioranza valido solamente per la Camera o “soglie di sbarramento” diverse con il Senato), sono entrambe proporzionali, ovvero “già armonizzate” e dunque applicabili.

Salvatore Margiotta, senatore PD

Tra i primi a commentare la sentenza c’è il senatore lucano Margiotta del PD, che sposa la linea del segretario del partito nazionale: “La deliberazione della Consulta corregge l’Italicum, ma restituisce una legge elettorale auto-applicativa” scrive il senatore “ora si può votare anche subito, e sarà chiaro chi lo vuole davvero. L’auspicabile omogeneizzazione dei sistemi elettorali di Camera e Senato, fattibile in poco tempo, non diventi un alibi per chi vuole la palude. La legislatura, nata male, sopravvissuta per fare le riforme, non può sopravvivere al fallimento delle riforme. Giusto rimettere subito agli elettori le scelte per il futuro”.

Sul fronte opposto la portavoce M5S alla Camera, Mirella Liuzzi va giù durissima: “Ennesima bocciatura del fallimentare Governo Renzi. Dovrebbero nascondersi dalla vergogna, distruggono tutto quello che toccano. Voto subito”.

Si dichiara soddisfatto della pronuncia della Corte il deputato lucano di Sinistra Italiana Vincenzo Folino: “perchè ha annullato il ballottaggio che poteva assegnare la maggioranza dei seggi della Camera dei Deputati ad una esigua minoranza, ma purtroppo non ha annullato la parte relativa ai capilista bloccati, che avrebbe restituito pienamente agli elettori la scelta dei propri rappresentanti al Parlamento per tutte le forze politiche”.

“La decisione di non cancellare le candidature plurime” aggiunge “ancorandone però l’opzione ad un successivo sorteggio (rendendole sostanzialmente impraticabili) toglie un po’ di potere ai capi partito a vantaggio dei territori”.

Sposa il pensiero del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella invece il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano impegnato oggi a Roma per la Conferenza delle Regioni: “dobbiamo avere nei rispettivi rami del Parlamento due sistemi omogenei, a questo punto il Parlamento dovrà legiferare per rendere omogenei i due sistemi elettorali che ora sono strabici e non possono assolutamente convivere”.

Nel video seguente, il commento dell’avvocato messinese Vincenzo Palumbo, tra i componenti del “fronte” dei legali “anti Italicum”

Il testo della sentenza

La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilita’ proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalita’ del procedimento di formazione della legge elettorale, ed e’ quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici.

Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalita’ relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimita’ costituzionale delle disposizioni che lo prevedono.

Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in piu’ collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione.

A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalita’, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957. Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni.

All’esito della sentenza, la legge elettorale e’ suscettibile di immediata applicazione.

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