Referendum. Pittella voterà sì: “farò campagna elettorale” mentre Lacorazza pubblica lettera a Mattarella

“Al referendum confermativo” sulle riforme “voterò ‘sì’ e farò campagna elettorale su questo. Non c’è necessità di far pace con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, perché i rapporti istituzionali oltre che personali sono sempre buoni”.

Roma - Pittella con il ministro Giannini per la firma del Piano Scuola Digitale

Roma – Pittella con il ministro Giannini per la firma del Piano Scuola Digitale

Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, rispondendo a una domanda dei cronisti a margine di un incontro al ministero dell’Istruzione. Con Emiliano “abbiamo avuto divergenze, non lo nego” ha aggiunto il governatore lucano “ma penso e spero che sulla vita amministrativa delle due Regioni potremo trovare più motivi per unire che per dividere”.

E sul “referendum” ha concluso “avremo una condotta comune, perché in ballo c’è l’Italia e un pezzo significativo del futuro di questa nostra società”.

Da Potenza intanto l’ormai ex presidente del consiglio regionale lucano Piero Lacorazza, in prima fila al referendum sulle trivelle in mare del 17 aprile scorso (quando non fu raggiunto il quorum per la validità della consultazione, tranne che proprio in Basilicata) denuncia nel testo di una lettera inviata all’epoca al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella “il tono” del Presidente del Consiglio, Renzi,  “addirittura minaccioso, quasi a prefigurare una sorta di ritorsione nei confronti delle Regioni” che il referendum l’avevano promosso, “invitate in maniera sbrigativa ad occuparsi di altro”.

La missiva indirizzata al capo dello Stato, inviata il 21 aprile è stata resa nota pubblicamente da Lacorazza all’indomani del rinnovo dell’ufficio di presidenza dell’assemblea lucana che ha lasciato conseguenze nel Pd nel consiglio regionale.

Lacorazza ha parlato del “clima difficile che si è venuto ad instaurare nei rapporti tra i diversi livelli istituzionali intorno al referendum del 17 aprile”, a causa dei “toni” di Renzi “nei confronti dei consiglieri regionali promotori del referendum, tacciato di aver promosso questa iniziativa per non meglio precisate ‘esigenze personali politiche’ e presentati come la vecchia politica che si organizza contro il nuovo”.

Il rappresentante locale della minoranza PD ha infine auspicato che il referendum sulle riforme costituzionali “si svolga con condizioni e toni rispettosi e in un corretto rapporto fra le istituzioni della Repubblica”.

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