Renzi firma il patto lucano e lancia la campagna d’Ottobre

Renzi Riceve da De Ruggieri la Cravatta con logo Matera 2019“Il passaggio dalla rassegnazione all’autostima non è un programma solo per Matera e la Basilicata, ma per l’Italia intera”. Così ha esordito il suo discorso ieri al Teatro Duni il premier, Matteo Renzi, nella città dei Sassi per Matera2019 e per la sigla del Patto per la Basilicata. Il terzo ad essere firmato per le regioni del Sud, oltre alla sigla per le due città metropolitane di Catania e Palermo.

Renzi ha fatto il suo ingresso nel Teatro Duni alle 17. 30 circa, accolto da diversi parlamentari lucani, i presidenti delle province, i prefetti e numerosi sindaci, oltre che da tanti che hanno riempito i circa 900 posti del teatro materano. Fuori, nonostante la pioggia, ad attenderlo anche i contestatori, organizzati e non, che hanno praticamente braccato le due entrate del Duni.

La cerimonia si è svolto secondo un canovaccio semplice. Ad aprire il sindaco di Matera, De Ruggieri, che ha formulato le sue richieste al governo, dalle infrastrutture ad una fiscalità speciale fino all’esigenza di un accordo di programma inter-istituzionale per Matera. E’ stata poi la volta del presidente della Regione, Pittella che, partendo dallo stanziamento dei fondi Cipe per la cultura, ha poi presentato i dati di ripresa della Basilicata, candidando la regione ad essere un laboratorio del sud. E poi il passaggio sul referendum di autunno, rispetto al quale Pittella ha manifestato il suo sostegno e, ancora, l’invito ad Emiliano” a fare quadrato con tutte le Regioni del Mezzogiorno”.

E’ stata poi la volta di Renzi. Discorso ampio, concentrato sulle riforme, sul sistema Italia e sul leitmotiv della “bellezza” come leva della ripartenza”. Nessun riferimento al tema petrolio, sul quale ha poi dichiarato ai colleghi – all’uscita – di avere a cuore “La situazione sanitaria e quella ambientale” e anzi pare abbia dichiarato “di nutrire totale fiducia nei vertici dell’Eni” sulla materia.Infine, su Matera ha detto “Matera deve riportare l’Italia a credere nel futuro.” E in conclusione del suo discorso, interrotto solo da una docente seduta in platea che contestava la riforma della scuola, si è svolta la sigla del patto per la Basilicata. Nessun dettaglio esposto dal premier, che con una battuta ha detto “sono 11 pagine, posso leggerle”.

Questa la cronaca della giornata di ieri a Matera. Una giornata attesa e per la Capitale europea della Cultura e per la Basilicata, che con il patto individua 5 assets strategici nei quali investire 4 miliardi di euro.

Share Button