Matera. Partito Democratico, stato e prospettive. Viti scrive a Luongo

IMG-20151010-WA0006Una lunga missiva per sollecitare il Partito ad un cambio di rotta. Di seguito il testo integrale.

Caro Luongo,

leggo su manifesti affissi nella città una comunicazione del PD di Matera con la quale si definiscono le modalità per le nuove iscrizioni al partito. Chi volesse aderirvi potrebbe disporre di quattro ore a settimana fino alla chiusura del tesseramento, due al martedì e due al giovedì. Una informazione, come si vede, asettica e surreale che la dice lunga sullo stato del partito in una città simbolo nella quale esso ha registrato un patente insuccesso, dovuto, come sai bene, a ragioni finora non compiutamente investigate sia per la evidente confusione che esiste a livello regionale, sia per una consapevole inerzia a livello locale.

Chi ti scrive è persona a te non ignota per storia personale e per responsabilità istituzionali ricoperte, che ha sin dal principio assunto posizioni esplicite, peraltro a te annunciate, e manifestato opinioni chiare in dissenso con scelte assunte dal PD materano. E le ha assunte dichiarando che esse non erano rivolte “contro” il PD, pur se nella sostanza si situavano in un campo di forze alternativo, ma “oltre” quel PD che si era trincerato nella miope difesa di assetti chiaramente contestati dall’opinione maggioritaria della città e di metodi refrattari alla prassi consolidata della convalida democratica delle candidature attraverso le primarie.

Quel ch’è avvenuto meriterebbe ancora oggi una diagnosi severa ed obiettiva e non l’indifferenza di chi ritiene che nulla sia accaduto se non un banale incidente di percorso.

Ricordo che a sostegno della candidatura di De Ruggieri si erano schierate non solo una parte significativa del PD ma anche aree di centrosinistra nel quadro di un’operazione “civica”, peraltro non caratterizzata da sostegni formali di altre formazioni politiche: segno di una reazione obiettivamente collegata a diffuse ragioni critiche che poi hanno rivelato di godere di largo consenso popolare.

Si tratta ora di capire se il PD intenda operare sulla strada finora perdente del registro dell’autosufficienza, rifugiandosi in un tesseramento “drogato” e controllato (com’è avvenuto in passato, tant’è che le migliaia di iscrizioni si sono rivelate, allo stato degli atti elettorali, una triste rappresentazione del poco o del nulla, in assenza peraltro di un vero confronto interno) oppure se si intenda aprire una nuova stagione di rinnovamento e di apertura alle espressioni più vive della città. Ampliando naturalmente gli spazi destinati al reclutamento, sollecitando il recupero di energie critiche, in una parola ricomponendo quella “comunità di spiriti liberi” a cui spesso retoricamente ci si riferisce nei discorsi della domenica.

Se prevalesse la seconda ipotesi la prima scelta da fare senza riserve è il commissariamento della struttura cittadina, a suo tempo rinviato nonostante la “nobile” disponibilità offerta dal Segretario tuttora in carica, e la individuazione di un sodalizio super partes che provveda a dare garanzie e ad offrire la più generosa e trasparente disponibilità.

Il processo di rinnovamento e di possibile ricomposizione potrebbe prendere avvio dal pronunciamento di un’assemblea che in spirito unitario, deliberi una nuova e condivisa investitura. Con il compito di accompagnare l’amministrazione in carica ad assolvere ai suoi doveri e agli impegni, quando condivisi, e quindi a sorreggerla, pur nella distinzione delle posizioni, con spirito “repubblicano” e per servizio al passaggio delicatissimo che Matera sta intraprendendo. Con l’obiettivo di rimettere un PD rinnovato al centro della vita civile della città e delle sue più vere aspirazioni.

Confido che tu voglia, con la tua intelligenza, comprendere e condividere il valore di questo appello. Che non viene da persona animata, ieri come oggi, da pregiudizi o rancori ma da una provata fiducia della capacità degli uomini di buona volontà e di onestà intellettuale e morale di saper ritrovare le ragioni di un percorso condiviso a servizio del bene comune.

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