SbloccaItalia Botta e risposta tra Leggieri (M5S) e Pittella (PD) che lo querela

I consiglieri regionali M5s Leggieri e Perrino

I consiglieri regionali M5s Leggieri e Perrino

“Le mille bugie della Regione Basilicata e del Governatore Pittella”. Inizia con questo comunicato del consigliere regionale (M5S) Gianni Leggieri il botta e risposta con il governatore, che ieri ha fatto perdere le staffe a Pittella, tanto da indurlo a sporgere querela.

“Mentre si annuncia in pompa magna la partecipazione alla manifestazione contro le Trivelle nello Ionio” scrive Leggieri in un comunicato stampa “mentre si fanno proclami per giustificare la posizione assunta dalla Regione Basilicata rispetto al Decreto Sblocca Italia, capita di raccogliere un po’ di informazioni presso gli uffici regionali e scoprire che la Basilicata, nonostante una mozione approvata in consiglio regionale a maggioranza, non ha proposto alcun ricorso contro il disciplinare del 25 marzo 2015 del Ministero dello Sviluppo Economico in materia di Sblocca Italia”.

Secondo il consigliere il decreto (pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 6 maggio 2015), avrebbe dovuto essere impugnato entro la data del 5 luglio “l’Ufficio legale della Regione è ancora a lavoro per predisporre il ricorso, un ricorso che non verrà mai presentato in quanto i termini sono ormai definitivamente decorsi. Ma questo non ditelo al Dirigente, potrebbe improvvisamente svegliarsi dal letargo e scoprire che è pagato per lavorare”.

Pittella in serata smentisce il consigliere grillino e annuncia l’intenzione di querelarlo per diffamazione.

“La pazienza ha un limite. E l’ennesima, offensiva menzogna contenuta in un comunicato di oggi a firma dell’esponente politico grillino non mi offende soltanto sul piano personale, ma getta fango e discredito sull’Istituzione che rappresento, facendo strame della dignità e del lavoro di quanti operano in Regione con impegno e professionalità”.

“Il consigliere Leggieri” scrive Pittella “impari a documentarsi meglio e a svolgere con serietà e consapevolezza il proprio ruolo di esponente dell’opposizione, prima di mettere in dubbio l’altrui moralità. Sul piano dell’onestà e della correttezza ha solo da imparare da parte di chi gli sta di fronte tra i banchi del consiglio regionale”.

Il presidente della giunta regionale anticipa poi la diffusione di una nota con alcune precisazioni da parte del dirigente dell’ufficio legale della Regione Basilicata, che arrivano di lì a poco a firma dell’avvocato Antonio Pasquale Golia: “In letargo sono le persone che il consigliere del M5S manda in giro per gli uffici regionali ad acquisire informazioni”.

“Il riferimento del comunicato al lavoro per predisporre il ricorso si riferisce al decreto del ministro dell’Ambiente sul permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi in mare proposto da Enel Longanesi Developments Srl emanato il 12 giugno 2015, in quanto l’Ufficio Legale, su mandato del presidente della Regione, su conforme delibera della Giunta regionale e mozione del Consiglio regionale del 30 giugno 2015 ha ritualmente notificato, in data 3 luglio 2015, agli organi competenti il ricorso al Tar Lazio e il ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione avverso il decreto Mise del 25 marzo 2015. Pertanto, in relazione a quanto dichiarato dal consigliere Leggieri il dirigente dell’Ufficio Legale si riserva ogni azione legale a tutela dell’immagine sua e dell’Ufficio”.

In mattinata di sabato però il consigliere Gianni Leggieri contro-risponde e rincara la dose: “una denuncia da parte del governatore Pittella non può che farmi onore. Vuol dire che sono una persona che da fastidio e, quindi, sto svolgendo il mio ruolo di opposizione in maniera adeguata”.

“Il nervosismo del governatore Pittella è evidente” scrive il consigliere del M5S “probabilmente, è frutto della consapevolezza che i suoi giochetti ormai sono stati smascherati e che i cittadini hanno capito bene tutta la storia delle trivelle, dello Sblocca Italia e come siamo stati venduti per 30 denari”.

Riguardo poi le dichiarazioni del Dirigente dell’Ufficio legale della Regione “appare singolare che ben 3 persone nella stessa giornata si siano rivolte all’avvocato Golia per chiedere notizie sull’impugnazione del decreto MISE del 25 marzo 2015 e tutte e tre abbiano ricevuto la stessa risposta. In questi casi, il problema non è di chi ascolta, ma probabilmente di chi parla che nel rispondere a una precisa domanda offre informazioni errate. Ma questa cosa verrà chiarita nelle sedi opportune visto che il Dirigente in questione non è certo l’unico a riservarsi eventuali azioni legali”.

“Resto comunque in attesa di vedere questo famoso ricorso” conclude “presentato in data 3 luglio, anche alla luce delle spiegazioni date a mezzo stampa dall’Ufficio legale il quale continua a fare confusione su vicende completamente diverse tra loro, a dimostrazione di quanta poca serietà si utilizzi per affrontare argomenti di tale importanza, facendo grande disordine tra due vicende tra loro distinte e separate”.

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