Liuzzi (M5S) riporta una risposta all’interrogazione: “non sono affari del Ministero”, FAL però la smentisce

Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli (parlamentari lucani M5s)“Non sono affari del Ministero. Questa è stata l’incredibile risposta in Commissione Trasporti del viceministro del Mit Riccardo Nencini all’interrogazione sulla parentopoli delle Ferrovie Apulo Lucane, una vicenda emersa sui giornali e su cui sta indagando la procura di Bari”.

Così l’on. Mirella Liuzzi (Movimento cinque stelle), firmataria dell’interrogazione, in Commissione Trasporti della Camera.

“Secondo gli articoli di stampa – ha spiegato la deputata lucana – negli ultimi 20 anni nell’azienda ferroviaria si sarebbero succeduti presidenti e dirigenti frutto di nomine politiche e pressioni sindacali. Ombre e sospetti ci sarebbero anche nei molti, troppi, rapporti di amicizia che legherebbero i vertici dell’azienda con il mondo politico, in particolare con l’ex ministro Raffaele Fitto e con altri parlamentari lucani e pugliesi soprattutto di area di centro-destra. Inoltre l’azienda di trasporto che collega la città di Matera a Bari è stata spesso citata come linea di collegamento da incrementare e valorizzare, utile per gli spostamenti dei turisti provenienti da Bari e diretti nella città Capitale della Cultura per il 2019”.

Liuzzi ha evidenziato che “l’unico collegamento ferroviario di cui dispone Matera è avvolto da scandali legati alla gestione del personale non meritocratica e non abbiamo trovato risposte alle domande poste al Governo che affronta la questione con indifferenza, lavandosene le mani. Se la competenza non è del ministero dei Trasporti – ha chiesto la deputata pentastellata – di chi è, dato che l’azienda è di proprietà al 100% del ministero?”.

Non tarda ad arrivare una precisazione dalle Ferrovie Appulo Lucane a mezzo comunicato stampa: “Dal resoconto stenografico della seduta della Commissione Trasporti della Camera, con la risposta letta dal viceministro Nencini, si evince chiaramente che lo stesso non ha mai pronunciato la frase ‘non sono affari del Ministero’, riconfermando, invece, la completa correttezza e trasparenza con cui le Fal hanno agito anche in questa circostanza”.