Assemblea Cgil. Summa traccia quadro regionale a tinte fosche.

IMG_20150417_102446643_HDRIl disagio sociale e la povertà sono i tratti caratterizzanti la nostra regione, nonostante le risorse ricevute, secondo Angelo Summa, segretario generale della Cgil che, stamane durante l’assemblea del sindacato, ha tracciato un quadro a tinte fosche della Basilicata affondando il coltello nei mali che la affligono.

“Se Atene piange Sparta non ride”, ha esordito Summa per spostarsi dal piano nazionale, contrassegnato da precarietà e da scelte governative, secondo il segretario, sbagliate, a quello locale. “E’ evidente – ha detto – l’assenza di un piano industriale e un modo di governare roboante. E’ evidente l’arrettratezza infrastrutturale. La Basilicata – ha aggiunto – ha bisogno di diventare normale, prima di pensare ad aereoporti e a grandi trasversali.”

E poi, l’automotive che fa registrare un segno più ma rispetto al quale la classe politica non ha determinato condizioni per l’avvio di un grande polo. E ancora, il rischio di perdere aziende storiche per la Basilicata e la beffa del Centro Olio di Viggiano dove arriveranno 250 lavoratori siciliani. “Il Presidente Pittella – ha tuonato Summa – convochi subito un tavolo con Eni”. Perchè il petrolio è la madre di tutte le questioni. “Bisogna indirizzare funzionalmente le risorse” – ha detto Summa e recuperare credibilità all’Arpab, da tempo nel mirino del sindacato.

E infine, il segretario ha affondato anche sul governo Pittella e sulle lunghe interlocuzione relative alla composizione di una nuova giunta. “Si faccia una scelta una volta per tutte” ha detto, rimarcando come la definizione dell’esecutivo sia condizione essenziale per programmare con coraggio ed integrità lo sviluppo del territorio. E infine, quella di dare un verso alla Basilicata è una partita nella quale la Cgil vuole mettersi in gioco “il sindacato lucano – ha detto in conclusione Summa – è pronto ad un confronto vero e ad un accordo di legislatura”. Ma nel contempo su temi sensibili pare non arretrare di un passo, tanto che insieme a Cisl e Uil ci si prepara ad una mobilitazione di piazza qualora non si accelleri sull’attuazione del reddito minimo di inserimento.

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