Matera 2015. La frattura nel PD materano: cause e conseguenze

Salvatore Adduce - Cosimo MuscaridolaNel messaggio col quale il segretario cittadino del PD di Matera ha rimesso il mandato nelle mani del segretario regionale Luongo c’è scritto tutto: “Con la riunione dell’Assemblea di circolo ritengo di aver compiuto la missione per la quale lo scorso anno mi candidai a segretario cittadino” scrive Muscaridola, indicando quale positivo risultato “l’indicazione chiara e netta espressa dalla direzione e, offerta all’intero partito sul nome di Salvatore Adduce, quale candidato Sindaco alle prossime elezioni amministrative senza il ricorso a primarie”.

Muscaridola in un anno è riuscito in un compito non particolarmente difficile, per la verità, data la notoria litigiosità delle varie componenti del Pd: quello di frammentare ulteriormente il partito.

Di conseguenza fanno sorridere le sintesi – che pure qualcuno ha tentato di fare – che parlano di “scelta unanime” su Adduce. Infatti, nelle scorse settimane dalle stanze del PD materano, per cavilli di natura statutaria, sono stati estromessi diversi oppositori ed altri hanno deciso di non partecipare ad un incontro i cui esiti erano scontati.

Il segretario regionale Luongo ha pure provato a mediare tra le posizioni, in primis sostenendo quella di chi chiedeva un azzeramento della segreteria materana, tutta in mano ai sodali dell’attuale sindaco, da effettuare prima della scelta del candidato.

Ma le cose sono andate in maniera diversa. Il risultato è che “mezzo PD più qualcosa” di Matera ha deciso per tutti. Ed ora si andrà alla definitiva prova di forza, con verdetto finale emesso dal corpo elettorale.

Di certo, ora il cammino che porterà al rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale della città di Matera diventa più complicato per tutti. Innanzitutto, occorrerà capire come questa frattura con la componente renziana, che è la stessa del governatore Pittella, potrà essere sanata. Poi bisognerà tener conto anche delle altre componenti della coalizione di centro-sinistra, e ultimi ma non ultimi gli elettori che si troveranno di fronte un quadro ancor più frammentato.

In campo infatti gli “scontenti” sono molti, da Braia a Santochirico per citare i più in vista, ma anche Vincenzo Viti commenta polemicamente le vicende di questi ultimi giorni. Con loro c’è una sostanziosa parte di militanti o semplici simpatizzanti il cui voto fa certamente gola ai tanti che si candidano come alternativa.

Tra i più agguerriti ci sono i candidati del movimento “Matera 2020” che concorreranno alle primarie del prossimo 22 marzo. Il movimento ha nei giorni scorsi presentato le proprie linee guida programmatiche.

Anche il Movimento 5 Stelle, pur se con qualche problema interno di “dialettica” tra le due correnti consolidate, ha scelto il proprio candidato per la prossima competizione elettorale: sarà Antonio Materdomini, “storico” militante del movimento.

Ma alla luce dei recenti strappi nel PD, guardano con interesse ad un impegno in prima persona anche Angelo Tortorelli (il presidente della Camera di Commercio) che starebbe pensando di “scendere in campo” con una propria lista, l’esponente di Centro Democratico, Nicola Benedetto e l’ex presidente della Provincia, Franco Stella.

Nei prossimi giorni alcune riserve saranno sciolte, ma una cosa è certa: il quadro diventa sempre più frammentato e di difficile comprensione e questo non aiuterà gli elettori ad effettuare scelte serene.

Infine, un’osservazione di chiusura: molti commentatori vedono paralleli con la campagna per le amministrative 2010, con Adduce lavorato ai fianchi dai suoi stessi compagni e con le liste civiche, di contro, assai agguerrite.

Tutto corretto, ma per chi scrive sembra più forte il paragone con Matera 2007, quando il centrosinistra fu clamorosamente sconfitto al ballottaggio. In effetti, chi animò all’epoca lo scontro intestino contro il candidato ufficiale della sinistra? Un certo Vincenzo Viti.

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