Accorpamento Regioni. Proposta PD per portarle da 20 a 12

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Mentre i dipendenti delle Province italiane – insieme agli stessi presidenti – sono sul piede di guerra in seguito alla riforma di riordino del governo Renzi, torna all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle “macroregioni”.

L’annuncio dello scorso 15 dicembre arriva da due parlamentari del PD (Roberto Morassut e Raffaele Ranucci), firmatari di una proposta di legge che si pone l’obbiettivo di ridurle nel numero: dalle attuali 20 a 12.

E’ la cosiddetta “spending review”, ma non solo, ad ispirare il disegno dei due parlamentari che in una nota congiunta hanno dichiarato: “Le Regioni sono nate negli anni ’70 per cercare di dare rappresentanza alle diverse identità italiane. Ma se in una prima fase hanno fatto bene e hanno aiutato la crescita del Paese, in un secondo momento sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi della vita pubblica. 15 sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro – tutti soldi pubblici – la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando. È per questo che ora bisogna cambiare”.

In Basilicata ne sappiamo qualcosa, e così la nuova mappa, se fosse approvata dai due rami del Parlamento, vedrebbe la scomparsa geografica ed amministrativa della nostra Regione.

Con la Provincia di Potenza che entrerebbe a far parte con la Calabria della “Regione del Ponente” e quella di Matera, che insieme alla provincia di Campobasso confluirebbe in territorio pugliese per dar vita alla “Regione del Levante”.

Marcello Pittella nel corso di un dibattito organizzato dalla CISL lo scorso mese di febbraio, dal titolo “Regioni, Europa e contesto globale. Macroregioni e opportunità” propose un “patto” tra le regioni del Sud sulle grandi infrastrutture, in particolare proprio Campania, Calabria e Puglia. Il dibattito è aperto.

Pare essere sulla stessa lunghezza d’onda anche il governatore della regione Lazio, Zingaretti che oggi in una intervista a Repubblica rilancia: “Le nostre regioni sono troppe. Serve un piano per accorparle” ma sempre secondo Zingaretti l’intervento deve essere graduale: “in attesa di ridurne il numero possiamo cominciare a risparmiare mettendo in comune le attività. Chiamparino l’ha già proposto”.

E’ dunque iniziato il conto alla rovescia per la sparizione, anzi “spartizione” della Basilicata?

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