Il Consigliere Romaniello vota con la maggioranza di Pittella. SEL lo sconfessa, lui si dimette

Giannino Romaniello - Consigliere Regionale

Giannino Romaniello – Consigliere Regionale

POTENZA – Il voto di ieri del consigliere Giannino Romaniello (SEL) porta con sé inevitabili strascichi data l’ufficializzazione scaturita sia nel corso del dibattito che con il voto con il quale il consigliere, in assoluto contrasto con le posizioni del partito che lo ha eletto, si è schierato con la maggioranza di centro-sinistra lucana.

Già nell’immediatezza della discussione di ieri in Consiglio Regionale, la coordinatrice lucana del partito di Romaniello dichiarava che “SEL Basilicata prende le distanze dalla posizione assunta dal consigliere regionale Romaniello sullo Sblocca Italia, contraria a quella del partito.” Ed oggi infatti sono arrivate le scomuniche dai vertici nazionali del partito: “Gli organismi dirigenti e i gruppi parlamentari di Sel hanno assunto una posizione di netta e assoluta contrarietà al decreto ‘SbloccaItalia’, fin dal momento dell’arrivo del testo proposto dal Governo all’esame delle competenti commissioni parlamentari” ricorda Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà “Per queste ragioni, non ha né condiviso né assunto in relazione ad esso un approccio emendativo (che peraltro sarebbe stato vanificato dalla scelta operata dal Governo di ricorrere al voto di fiducia), ritenendolo in radice devastante negli esiti ambientali e territoriali e lesivo delle prerogative costituzionalmente attribuite alle Regioni”.

“Chiunque esprima posizioni diverse” prosegue la nota del coordinatore nazionale di SEL “lo fa in contrasto con le scelte che Sel ha compiuto, e che configurano un atteggiamento di limpida, coerente e intransigente opposizione al Governo Renzi”.

“Il consigliere Romaniello” prosegue Fratoianni “del resto, da tempo esprime in assoluta autonomia le sue posizioni, non ritenendo, evidentemente, di doverle definire all’interno di un confronto con gli organismi di partito. Al netto della libertà di ciascun eletto di fare le proprie scelte, Sel si batte perché tutte le Regioni interessate alle estrazioni petrolifere,  impugnino davanti alla Corte Costituzionale il testo dello “SbloccaItalia”. Chi ha deciso di fare altro ne tragga le conseguenze. La posizione di SEL su questo tema è chiara e nessuno può utilizzare il simbolo per iniziative e scelte che non possono che produrre confusione e sconcerto”.

Romaniello intanto si dimette dal partito specificando di aver votato “la impugnativa condizionata, convintamente perché ritengo che la politica è assunzione di responsabilità prima di tutto verso i cittadini e se, la posizione mia non coincide con quella di chi oggi rappresenta SEL partito, ciò deriva da diversità politiche che non ho mai nascosto e che con le posizioni politiche nazionali e regionali assunte, nonché con i comportamenti e le dichiarazioni fatte, sono ormai inconciliabili, per cui nei traggo la necessaria decisione di uscita da SEL insieme ad altri, come già fatto da tanti compagni in quest’anno” e lancia una stoccata probabilmente indirizzata ai vertici regionali di SEL “continuerò a svolgere la mia attività politica e sostenere le battaglie per affermare i valori ed i diritti come ho
fatto in tutti questi anni di militanza sindacale e politica, a differenza di altri che hanno pensato solo di pontificare sulle posizioni altrui”.