Sblocca Italia. Lacorazza: impugnare l’articolo 38 del decreto

Piero LacorazzaPOTENZA – “Grazie all’impegno dei parlamentari lucani e del presidente della Regione Pittella, il testo del decreto sblocca Italia è stato indubbiamente migliorato. Per la Basilicata ci sono più risorse e un maggiore spazio di intervento rispetto a quanto era previsto nel testo iniziale del provvedimento. Ma all’art. 38 sulle procedure autorizzative in materia energetica, nonostante gli sforzi fatti, non ci sono modifiche tali da ripristinare il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni. Ora si tratta quindi di essere conseguenti, traducendo l’ordine del giorno approvato a settembre dal Consiglio regionale in una formale impugnativa davanti alla Corte costituzionale”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza davanti alla platea del congresso regionale di Lagacoop, in corso di svolgimento oggi a Potenza.

“Qui non è in atto una discussione astratta pro o contro il petrolio – ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale -, perché il petrolio c’è, serve al Paese, si estrae da più di vent’anni ed ha un impatto forte sul territorio, in termini di ambiente e salute in primo luogo, oltre che per l’economia della regione. Ma sottrarre questa attività ad ogni forma di controllo e di programmazione da parte del territorio potrebbe generare problemi anche al sistema delle imprese. E tra l’altro, su un tema delicato come quello energetico, il controllo democratico delle risorse diventa essenziale anche per il mondo economico del territorio, che in un sistema decisionale completamente centralizzato finirebbe per soffrire ancora di più, per essere esposto al pericolo di dover andare ‘con il cappello in mano’ alla ricerca di qualche briciola”.

“Nel frattempo – ha concluso Lacorazza – tocca anche a noi Regione fare la nostra parte: rafforzare il sistema di monitoraggio e controllo alle attività estrattiva, rafforzare piani di sicurezza e di protezione civile, realizzare un polo nel campo della medicina ambientale, aggiornare il registro tumori, attuare la legge 23/99 e approvare, in tempi ragionevoli, il piano paesistico regionale, rafforzare il dipartimento e gli uffici regionali che sempre più devono e dovranno garantire risposte immediata ed efficaci in coerenza di atti di pianificazione e programmazione che sono in capo alla politica”.

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