La giunta di Matera e lo strappo con SEL. Murante: un partito non puo’ cedere a vulgate per zittire l’opinione pubblica

Maria Murante - SEL

Maria Murante – SEL

MATERA – “Parlo da donna, prima che da rappresentante di un partito. La questione di genere non può e non deve essere strumentalizzata. E non può e non deve diventare una falsa battaglia dietro la quale trincerarsi per colmare una propria ed esclusiva manchevolezza”.

Chi lo scrive è la rappresentante di Sinistra Ecologia e Libertà della Basilicata, Maria Murante che riferendosi alla “questione spinosa della composizione della nuova giunta del comune di Matera” tiene a specificare che “Sinistra Ecologia Libertà è una comunità di donne e uomini, una famiglia nella quale si ha stima, rispetto reciproco tra dirigenti di partito e propri rappresentanti istituzionali”.

Per questo, prosegue la Murante “abbiamo motivato politicamente, e non pretestuosamente, la nostra volontà di riconfermare Rocco Rivelli. E non per spirito di autoconservazione. Assolutamente. Lo abbiamo fatto sulla base dell’ottimo lavoro svolto da Rocco come Assessore, ottimo lavoro confermato e ribadito con forza dalla stessa amministrazione, nonché dal sindaco, tanto da riconfermarlo nella penultima giunta – avvenuta solo dieci giorni fa – e da affidargli ulteriori deleghe”.

“Capisco” scrive Murante ironicamente “possa sembrare strano, per qualche dirigente del PD, concepire il partito come una famiglia, una famiglia nella quale le donne e gli uomini che la rappresentano non vengano utilizzati all’occorrenza e per riparare a pastrocchi altrui. Ma un partito non può e non deve cedere alle vulgate, alle facili soluzioni per zittire l’opinione pubblica”.

“Avrebbe dovuto pensarci prima e meglio il sindaco Adduce” conclude “magari evitando di errare in solitudine prima, e pretendendo il sacrificio altrui poi. Perché la questione di genere è cosa seria. Se fossimo stati legati alla cosiddetta poltrona avremmo potuto ‘sfruttare’ una donna all’ultima ora, denigrandola in realtà, e scaricando un compagno che ha svolto bene il proprio lavoro durante questi anni. O magari avremmo potuto accordarci per incarichi di sottogoverno. E invece teniamo alle nostre donne e ai nostri uomini, oltre che alla nostra autonomia. Sembra strano, ma è così. Ergo, evitiamo la facile demagogia e assumiamoci ognuno le proprie responsabilità. Senza denigrare pretestuosamente gli altri. Non è l’autorità a dare autorevolezza ma la serietà. E penso che noi lo abbiamo orgogliosamente dimostrato”.