Illegittima la Giunta tutta al maschile. M5S: “Adduce ha ignorato almeno due norme di legge, si dimetta”

Salvatore AdduceMATERA – “Pare davvero incredibile: tanto che sembra di stare su ‘Scherzi a parte’. Certo che Adduce di errori clamorosi ne aveva commessi in questi tormentati (per la città) quattro anni di governo (si ricordano due delle tante ‘sviste’ adduciane: la recente sentenza del TAR sul caso ‘Mulino Alvino’ che vede soccombere il comune di Matera; la ‘tassa di ingresso’ su camper e bus turistici, istituita e riscossa in palese violazione della legislazione in materia di entrate comunali)”. Come è nello stile di gran parte della comunicazioni del Movimento 5 Stelle, anche questa nota stampa firmata dal consigliere regionale Gianni Perrino, non usa mezzi termini per comunicare quello che pare essere un errore non solo di sostanza, ma anche di forma commesso dal primo cittadino materano.

“Stavolta Adduce” scrive sempre Perrino “pare averla combinata davvero grossa: la sua ennesima giunta (la quinta in 4 anni) appena nominata integralmente “al maschile”, senza alcun assessore donna, è chiaramente illegittima!”

“Adduce” prosegue il portavoce 5stelle “ha ignorato almeno due norme di legge (oltre che un granitico orientamento giurisprudenziale) che impongono al Sindaco – anche nel caso di ‘azzeramento’ con nomina di nuovi assessori – di assicurare la “parità di genere” attraverso la previsione di almeno il 40% di donne (o di uomini) in giunta, pena l’illegittimità della Giunta e degli atti dalla stessa approvati”.

“Bastava una semplice ricerca in qualsiasi banca dati giuridica per rendersi conto che il sindaco è tenuto a nominare la giunta nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”.

Secondo il portavoce regionale del movimento di Grillo “l’articolo 46, comma 2, del Testo Unico degli enti Locali (T.U.E.L., D.Lgs. n. 267/2000) prevede infatti che ‘il sindaco’ (…) nomina, ‘nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della Giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione’. Vi è poi la L. 7 aprile 2014, n. 56 (c.d. Legge ‘Del Rio’) che all’articolo 1, comma 137, recita: “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico.”

“La quinta giunta Adduce nasce, quindi, illegittima” e specifica Perrino anche “tutti gli atti che eventualmente approverà sarebbero insanabilmente viziati da tale illegittimità. Si tratta dell’ennesima, palese dimostrazione dell’imperizia, dell’incuria e dell’estemporaneità con le quali Adduce e la sua (variabile e mutevole) maggioranza hanno amministrato Matera in questi (lunghi e difficilissimi per la città e i materani) quattro anni”.

“Ad Adduce” conclude il comunicato, non resta “che trarne, una volta tanto, le inevitabili conseguenze: rassegnare subito le dimissioni, liberando la città di Matera dalla cappa irrespirabile e insopportabile di improvvisazione e incompetenza. Matera merita finalmente un’amministrazione seria e affidabile. Un’amministrazione di cittadini per i cittadini”.