#Potenza2014. De Luca, se eletto sarò sindaco fuori coro

Dario De LucaPOTENZA – “Se sarò eletto sindaco di Potenza, sarò un sindaco fuori dal coro della politica e dal coro del potere”: è questo il messaggio lanciato da Dario De Luca (che al primo turno, sostenuto da Fratelli d’Italia, Popolari per l’Italia e da una civica, ha ottenuto il 16,8%) che domenica 8 giugno sfiderà al ballottaggio Luigi Petrone (47,8%), candidato del Pd e di altre sette liste di centrosinistra.

Stamani, in una conferenza stampa nel suo comitato elettorale, De Luca ha annunciato che “non farà alcun apparentamento” e che “in caso di sconfitta, non si dimetterà dal ruolo di consigliere comunale” per lasciare spazio ad Alessandro Galella, con 502 preferenze, primo dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia.

“Non ho mai fatto parte – ha aggiunto il candidato sindaco di centrodestra – di alcun apparato di poter e non appartengo ad alcun partito politico. Sono un uomo libero: ho preso un impegno con la città e lo rispetterò sia nel caso di vittoria sia in quello di sconfitta”. Come fatto lunedì sera, a scrutinio ancora aperto, De Luca ha espresso parole di cordialità nei confronti di Petrone, “una persone per bene, che stimo, e che se sarà sindaco, sarà un buon sindaco. Ma non posso dimenticare che il mio competitore – ha aggiunto De Luca – sottende a quella compagine che negli ultimi anni ha portato la città di Potenza a questa situazione di disagio sociale e di degrado economico”. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla definizione, in caso di vittoria, della giunta, De Luca ha risposto che non gli “interessano le categorie, interni o esterni”, e che si “baserà solo su onestà, competenza e concretezza”.

Se fosse eletto sindaco, De Luca troverebbe un consiglio con una maggioranza formata dalla coalizione che ha sostenuto Petrone al primo turno, “ma sono certo che, in caso di mia vittoria, non troverei ostilità in Consiglio e al contrario troverei il modo di governare questa città”.