Matera, gazebo conteso. Interviene ufficio elettorale: scorrettezza da alcuni esponenti PD

Ci sono anchioMATERA – Nel notiziario di ieri abbiamo ampiamente descritto quanto accaduto domenica mattina in piazza Vittorio Veneto. Riassumiamo brevemente: alla vigilia delle prossime elezioni europee il movimento 5 stelle chiede al Comune di Matera (ufficio elettorale) l’autorizzazione per piazzare un banchetto in piazza, al solito posto.

L’ufficio risponde, secondo quanto affermano gli stessi attivisti materani, che non si puo’: “ci sono i mercatini e ai margini della piazza c’è il palco per i comizi elettorali accanto al quale non puo’ stare alcun banchetto”.

I grillini dunque, domenica mattina, raccolgono le tende e se ne vanno in piazzetta Pascoli. Sopresa delle sorprese. Passeggiando in piazza Vittorio Veneto, si accorgono però che in bella mostra, nella postazione a loro negata campeggia un “cartonato” elettorale del PD, un gazebo e relativi esponenti locali (sindaco, segretario cittadino, alcuni assessori e consiglieri) che fanno propaganda.

“Ma come?” si chiedono “noi no e loro si?” In effetti la faccenda ha creato più di qualche malumore, e non solo in ambienti del Movimento 5 Stelle.

Dai documenti comunali: L'area sulla quale il PD era stato autorizzato per il Gazebo

Dai documenti comunali: L’area sulla quale il PD era stato autorizzato per il Gazebo

Dopo il servizio trasmesso ieri, è arrivata infatti una precisazione dall’ufficio elettorale comunale: “relativamente alla vicenda delle autorizzazioni alle postazioni di Gazebo a fini di propaganda elettorale si precisa che la scorrettezza di quanto avvenuto è dipesa unicamente da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico, che come al solito ignorano le regole”.

A dimostrazione di questo basta sfogliare la richiesta di autorizzazione, datata 16 maggio 2014 presentata dal segretario cittadino del PD, Cosimo Muscaridola, e la risposta dell’ufficio elettorale del Comune.

Da una lettura dei due documenti si evince chiaramente che le autorizzazioni rilasciate dall’ufficio comunale riguardano unicamente lo spazio antistante l’esercizio commerciale “Geox” in via del Corso, e non piazza Vittorio Veneto, dove invece il gazebo è stato allestito.

Questa mattina il segretario cittadino prova a ridimensionare quanto fatto, e farlo apparire agli occhi della pubblica opinione come un equivoco.

Dichiara infatti a Donato Mastrangelo della Gazzetta del Mezzogiorno che “la richiesta da me avanzata per il banchetto elettorale del PD per la giornata di domenica, era stata fatta per piazza Vittorio Veneto, ignaro che lo spazio in questione non fosse stato accordato dal Comune che invece aveva indicato per il nostro partito in via del Corso vicino le Poste. A dimostrazione della mia assoluta buona fede, così come di quella degli altri iscritti del PD, va evidenziato che in piazza Vittorio Veneto ci siamo stati all’incirca mezz’ora. Appena riscontrato, a seguito ad una richiesta formulataci dai Carabinieri che espletavano servizi di vigilanza, che avevamo occupato per errore uno spazio che non ci spettava, ho immediatamente dato disposizioni di rimuovere il gazebo”.

Purtroppo, sappiamo invece che le cose non stanno così. E ce lo dice la documentazione in nostro possesso depositata presso l’ufficio elettorale. E’ vero che Muscaridola aveva “inizialmente” chiesto l’autorizzazione in Piazza Vittorio Veneto, ma davanti al Cinema Comunale non davanti il Banco di Napoli. Ma in una sua successiva richiesta scritta a mano, chiede di utilizzare proprio lo spazio in via del Corso, per il quale successivamente l’ufficio lo autorizza. Non puo’ dire di non sapere. Lo ha chiesto egli stesso.

Non solo. Come si evince invece dalla sequenza di foto scattate e condivise sul suo profilo Facebook personale il PD non si è fermato in piazza solo mezz’ora, ma abbondantemente più di due ore, in pratica tutta la mattinata utile a fare propaganda dove non doveva. Facebook riporta data e ora della prima fotografia, scattata e condivisa alle ore 10.23 di domenica mattina e dell’ultima (alle 12.41).

Questo dunque, chiarisce definitivamente la vicenda e soprattutto fuga ogni dubbio sulla correttezza degli attori in scena. Nessun trattamento di riguardo al PD, che ha violato le regole arbitrariamente allestendo il gazebo dove non doveva, ma nessun torto al Movimento 5 Stelle da parte dell’ufficio elettorale del Comune che “nel rilasciare le autorizzazioni è rispettoso nell’assicurare a tutti i cittadini e le organizzazioni politiche, durante le campagne elettorali, parità di condizioni”.

Piuttosto i vertici del PD materano, spieghino alla propria base ed ai cittadini, che le regole si dovrebbero sempre rispettare, non a parole, ma con gli esempi concreti e senza cambiare le carte in tavola. Ammettendo di aver sbagliato ed assumendosene la responsabilità.

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