Matera. Il banchetto dove lo metto? M5s e PD si contendono la piazza.

Il Gazebo del PD in piazza Vittorio Veneto

Il Gazebo del PD in piazza Vittorio Veneto

MATERA – Una assolata domenica mattina, una piazza piena di gente che passeggia per godersi il bel tempo e scambiare due chiacchiere con gli amici, con le elezioni alle porte, quale occasione migliore per allestire un banchetto e propagandare le proprie idee, e soprattutto i propri candidati?

Quella dei “gazebo” in piazza è una gloriosa e popolare tradizione tipica della sinistra, utilizzati dagli ormai lontani tempi delle “Feste dell’Unità” per catturare e convogliare l’attenzione dei cittadini su temi e persone della politica. Da tempo ormai, quella sinistra non c’è più.

E le iniziative di piazza, da quando gli eredi di quella tradizione hanno assunto responsabilità di governo, sono diventate sempre più rare, sostituite dalle mailing list, dal volantinaggio porta a porta, dalle campagne “telematiche” e dai dibattiti televisivi. E così il corpo elettorale ha finito per disinteressarsi delle cose politiche (anche per gli scandali che in Italia inevitabilmente accompagnano le forze di governo locali e nazionale), e si è via via allontanato dalle bandiere.

E così che, soprattutto il più grande partito Democratico nazionale, si è rintanato nelle “segrete stanze” ed ha perso il contatto con la propria “base” e coi cittadini. A distanza di tempo, con l’aria nuova che ha iniziato a soffiare da Firenze, il PD ha deciso di recuperare. Di tornare a presidiare i territori, anche con la presenza fisica dei propri esponenti nelle piazze. E quando si muove il PD, bisogna ammetterlo, lo fa in grande stile. Con tanto di cartonato utile per scattare un “selfie” circondato dalle facce degli esponenti di spicco del partito nazionale, taggati con lo slogan “Ci sono Anch’io”.

E così che domenica mattina in piazza c’erano tutti quelli che contano, amici e nemici di corrente: dal sindaco Adduce al segretario cittadino Muscaridola, passando per Angelo Cotugno a fare volantinaggio e a stringere mani.

Al Movimento 5 Stelle materano, che ancora in consiglio comunale non ha conquistato alcuna rappresentanza, ma che quasi ogni domenica è presente in piazza con un proprio banchetto, questa presenza è andata di traverso. E lo scrivono gli attivisti in una nota:

“l’arroganza di chi amministra questa città non ha confini, non perdono occasione per voler ribadire chi comanda, chi ha le mani sulla città. Questi amministratori pensano di disporre di ogni risorsa, comprese le persone, gli uffici comunali, per fare i propri comodi. Domenica” scrivono in una nota “con sommo e duplice stupore ci siamo accorti che il PD ha allestito un proprio banchetto. Strano intanto che il PD che faccia un banchetto in piazza. Ma al di la questo punto, il problema è un altro”.

“Da oltre un mese” rintuzzano i pentastellati “abbiamo presentato richiesta di occupazione suolo pubblico per l’allestimento del nostro, ormai consueto banchetto domenicale, ebbene qualche giorno fa, veniamo contattati da un impiegato dell’Ufficio Elettorale del Comune di Matera che ci chiede ‘la cortesia’ di spostare il banchetto in Piazzetta Pascoli perché in Piazza Vittorio Veneto c’era il mercatino”.

“Abbiamo chiesto” spiegano “se potessimo metterci ai margini della Piazza, ma la risposta è stata negativa: c’è il palco per i comizi elettorali vicino al quale non puo’ stare alcun banchetto politico”.

Ecco dunque, l’amara sorpresa degli attivisti materani del Movimento 5 Stelle, che dopo aver fatto armi e bagagli e trasferito il proprio banchetto il piazzetta Pascoli, scoprono che il PD ha preso il loro posto ed oggi si chiedono:

“Perché le stesse regole che ci hanno imposto non valgono anche per il PD? Perché loro hanno potuto allestire il banchetto accanto al palco e noi abbiamo dovuto cambiare piazza?”.

La domanda, per i grillini materani, è retorica. Infatti concludono il comunicato rispondendosi da soli: “hanno ragione si sono presi la piazza e se la sono ripresa nell’unico modo ormai a loro possibile, ovvero con la forza, la prepotenza e l’arroganza tipiche di questi politicanti, di questa politica che noi intendiamo combattere con le regole, con la partecipazione e la trasparenza. Esistono banchetti politici raccomandati e banchetti temuti, questa è la verità”.

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