Mulino Alvino. I consiglieri di maggioranza: Adduce si schieri con i cittadini non con i costruttori

I Consiglieri di Maggioranza Bianchi e Cotugno (PD)

Angelo Cotugno (PD) – a destra

MATERA – Il dibattito sulla vicenda del Mulino Alvino e del permesso a costruire su un’area privata in via Dante rimesso in discussione da una sentenza del TAR, continua a tenere banco sui giornali.

In un comunicato – lettera aperta diffuso in serata di ieri da cinque consiglieri della “maggioranza che sostiene Adduce”, Cotugno e Lapolla (PD), Paterino dell’IdV, Massari della Lista Stella e il socialista Lamacchia, si rivolgono alla pubblica opinione e per conoscenza allo stesso capo di Giunta per offrirgli una “via d’uscita” rispetto alle varie censure e critiche ricevute sull’azione amministrativa sin qui intrapresa.

Adduce se ne faccia una ragione – commentano i consiglieri di maggioranza – la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale si esprime prima ancora che sul merito sulla illegittimità della procedura adottata e sulla “lesione di sovranità che i funzionari comunali hanno prodotto alla massima Assise Cittadina, che è il Consiglio Comunale”.

“La vicenda” è scritto nella nota “colpisce negativamente la nostra comunità e condiziona irrimediabilmente l’evoluzione delle politiche urbanistiche in corso oltre a compromettere le azioni politiche dei prossimi mesi”.

Con questa lettera, i consiglieri che hanno contribuito ad eleggere il sindaco e che continuano in ogni caso a sostenerne i numeri in consiglio, nonostante le diverse posizioni critiche espresse negli anni di mandato che ormai volge al termine (mancano circa 8 mesi alla scadenza) ricordano che “nonostante i ripetuti annunci ed i reiterati impegni da parte del Sindaco e dell’amministrazione, siamo ancora senza un Regolamento Urbanistico e senza il Piano Strutturale”.

“Ora comunque” scrivono “è opportuno indicare al Sindaco un possibile rimedio, una possibile via di uscita che con responsabilità e spirito costruttivo possa avviare ad una possibile alternativa ad un pasticcio di proporzioni notevoli che rischia di compromettere ulteriormente il raggiungimento dell’importante obiettivo di ‘Matera 2019’.

Il sindaco, secondo gli scriventi dovrebbe “riconciliarsi con la sua maggioranza politica” e con il Consiglio Comunale, perché questo è “il suo primo dovere”.

In concreto gli si chiede – in caso di ricorso al Consiglio di Stato da parte della Cogem – di non costituirsi ancora una volta a fianco dell’impresa e contro i cittadini ed il Consiglio ma a difesa degli stessi per confermare la sentenza di primo grado.

Poi, prosegue la nota sia il dirigente del ramo urbanistica che il segretario generale del Comune, dovrebbero essere invitati dallo stesso Adduce a verificare tutti i provvedimenti adottati su casi analoghi (ovvero quelli in cui fosse presente una variante urbanistica).

Questo drastico cambio di passo sarebbe letto come una inversione di rotta anche sulla vicenda della Candidatura a Capitale europea della Cultura, visto che assicurerebbe maggiore coerenza tra quanto scritto nel dossier e la gestione urbanistica cittadina.

“Speriamo sinceramente che il Sindaco” concludono i 5 consiglieri “che abbandonando la sua discutibile autorialità, voglia accettare con responsabilità e spirito di servizio queste coordinate politiche e amministrative”.

In caso contrario, aggiungiamo noi, sarà difficile comunque che i consiglieri di “opposizione interna alla maggioranza” prendano una posizione decisa e coerente sfiduciando l’amministrazione che criticano. E’ una cosa che sino ad oggi non hanno fatto, e che difficilmente faranno a 8 mesi da nuove elezioni.

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