Potenza 2014. Dichiarazione congiunta di Galante, Bradascio, Giuzio e Robortella

Il Comune di Potenza

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POTENZA – ”I tatticismi sono archeologia politica e non fermeranno i cambiamenti”: è il titolo di una dichiarazione congiunta di quattro consiglieri regionali della Basilicata di centrosinistra – Paolo Galante (Realtà Italia), Luigi Bradascio (Pittella Presidente), Vito Giuzio e Vincenzo Robortella (entrambi del Pd), in riferimento alla campagna elettorale per eleggere sindaco e consiglio comunale di Potenza.

Citando una frase del presidente della giunta regionale, Marcello Pittella (”Il cambiamento non può servirsi di ipocrisie. Nessuna alchimia è concessa in favore della restaurazione”), i quattro consiglieri hanno spiegato che “nessuna alchimia significa coerenza con le cose che si sono dette, le speranze che si sono coltivate, le energie che si sono andate a riscoprire in una società sfiduciata e depressa, rincantucciata nel proprio privato e volutamente lontana dalle sue espressioni politiche. La si può perdere questa battaglia, senza però perdere la faccia, cioè combattendola e portandola lì dove ancora ci sono sacche ed enclave da liberare. Il risultato paradossalmente non è importante. Quello che conta è dimostrare che si è aperta una pagina nuova nella politica lucana e che c’è ancora voglia di scriverla con comportamenti e fatti adeguati. L’ipocrisia che rischia di minare il rinnovamento è ad esempio quella di pensare che un volto nuovo rappresenti di per sé il nuovo. No, se questo volto è espressione di un potere che gioca a difendere se stesso e non a cambiare, ad emendarsi, a accettare quella logica dei ‘tempi supplementari’ che qualche esponente più in sintonia con la società aveva ritenuto ineludibile. L’ipocrisia che sta prendendo piede è quella di pensare machiavellicamente che gli accordi tattici possano portare acqua al mulino di un gruppo. No, se in gioco c’è la perdita di identità di un movimento che aveva aperto il cuore ai lucani, e che non predicava la sostituzione di un gruppo di potere con un altro, ma un new deal fatto di sacrifici ma anche di coesione, di partecipazione, di voglia di ricostruire tutto quello che si è perso o distrutto in questi decenni. Se uno rinuncia a tutto questo in cambio di un biglietto di ingresso nel club più esclusivo del potere, vuol dire che non aveva interiormente la forza e la determinazione per raggiungere quella meta che si era prefissa. Ma il vento che si è alzato non lo si può fermare con le mani. Lo si è visto nella straordinaria partecipazione della gente e lo si vedrà nella competizione che si apre”, hanno concluso.

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