Regionali 2013: I tribunali dettano (ancora) i tempi della politica lucana.

Ingresso del Tribunale di Potenza

Ingresso del Tribunale di Potenza

POTENZA – E’ accaduto con il “ciclone” rimborsopoli, che ha investito non tutto, ma quasi tutto il consiglio regionale, contribuendo pesantemente a decretarne lo scioglimento anticipato da parte di Vito De Filippo, l’uomo del “nuovo ciclo del PD lucano”, in qualità di neo-segretario regionale.

Intanto però colui che si candida, tra gli altri, a seguirne le orme, ovvero Marcello Pittella da Lauria, è costretto a fare i conti con la lista del Presidente che per una presunta irregolarità formale, un atto che non sarebbe stato presentato insieme alla lista stessa, è stata ricusata ed ora si attende l’esito del ricorso al TAR. I giudici, secondo quanto si è appreso, dovrebbero depositare la decisione entro il tardo pomeriggio di oggi

La pronuncia del TAR è, come evidente, di assoluta rilevanza per le regionali lucane. Infatti, una stima ragionevole del consenso per la Lista de l Presidente è intorno al 10% su scala regionale. Un consenso, dunque, potenzialmente determinante per la vittoria del centrosinistra. In sostanza, la eventuale esclusione della Lista Pittella in provincia di Potenza vale circa 20.000 voti e il 6% su base regionale. Se anche solo la metà di questi voti dovessero alla fine evaporare, non trasferendosi in altre liste della coalizione, il danno per il centrosinistra sarebbe comunque di rilievo. Senza poi considerare gli effetti del danno di credibilità politica che ne deriverebbe per Marcello Pittella.

Se ci spostiamo “un po’ più a sinistra” qualche (serio) grattacapo ce l’hanno anche gli uomini, e le donne, di Sinistra Ecologia e Libertà. In un video su YouTube, nel quale è registrata una discussione nell’anticamera del tribunale di Matera proprio nel giorno di consegna delle liste, il consigliere comunale di SEL Angelo Raffaele Cotugno, si farebbe sfuggire qualche parola di troppo sulla modalità di raccolta delle firme a sostegno di un candidato presidente che dalla notte al giorno sarebbe cambiato. Quindi i cittadini avrebbero firmato le liste con un nominativo diverso da quello poi presentato o, addirittura, elenchi “in bianco”.

Sel, Rifondazione e Giuseppe Di Bello (il vincitore delle ”Regionarie”, le primarie dei Grillini, poi estromesso dal vertice del Movimento) avrebbero voluto avere come candidato presidente Silvana Arbia (giudice della Corte dell’Aia), ma alla fine è stata incoronata la giovane segretaria del partito di Vendola, Maria Murante, a causa della rinuncia all’ultimo minuto di Arbia.

Le cose secondo i denuncianti sono due: o le 875 firme a sostegno del listino sono state recuperate in tempo record, o i firmatari hanno dichiarato la vicinanza a un listino diverso da quello che gli è stato somministrato. Nella seconda ipotesi, per i Radicali sarebbero stati commessi i reati di falso ideologico e di “attentato contro i diritti politici”. Una vicenda che potrebbe avere sviluppi “importanti”, per non dire seri.

Intanto a Roma non passa la linea “anti Monti” a cui aderisce anche il candidato Di Maggio. Il primo riflesso riguarda il quadro delle alleanze. L’UDC a livello nazionale divorzia da Scelta Civica, che invece in Basilicata è alleato di coalizione. Partono così da Roma le “scomuniche” verso verso i “lucani” Gaetano Fierro, Palmiro Sacco e Domenico Fiore.

In attesa dei vari responsi, la campagna elettorale è partita massicciamente solo nel Social Network, con qualche incontro nei vari centri della Basilicata. Ma è dal fine settimana che i partiti e le coalizioni inizieranno a “fare sul serio”. E non solo in rete.