Le calamità naturali e le città resilienti

L'assessore regionale alle infrastrutture Luca Braia

L’assessore regionale alle infrastrutture Luca Braia

MATERA – Resilienza, un termine mutuato dalla tecnologia metallurgica. È sinonimo di resistenza ma anche di capacità di rispondere ai traumi. Ed è quindi la capacità che si richiede ad un sistema, in particolare a territori e comuni, di rispondere alle catastrofi naturali.

Non è un caso quindi che proprio dall’Organizzazione delle Nazioni Unite sia partita la campagna “città resilienti”, un progetto al quale in Italia hanno già aderito oltre 50 città, di cui una ventina sono comuni lucani.

Dieci regole, il decalogo delle buone prassim pre rendere un territorio più resiliente ai rischi e quindi più sicuro. Aspetti sui quali, questa mattina a Matera, i comuni della provincia sono stati chiamati a raccolta, per riflettere.

Un incontro voluto dal Dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata, con il supporto delle Prefetture, delle due Province e il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. I lavori coinvolgeranno i Comuni del Potentino la prossima settimana.

Il rischio a 360 gradi quindi. In tutte le sue declinazioni, che in Basilicata sono rappresentate soprattutto da quello sismico, quello idro geologico ma non solo. Per questo i lavori dell’incontro, che si sono svolti nell’aula consiliare della Provincia, sono serviti anche a fare il punto sullo stato di attuazione dei Piani Comunali di Protezione Civile.

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