Nel futuro del Pd, le elezioni lucane e la stagione congressuale

roberto-speranzaCorrenti e sottocorrenti, fra schermaglie e lotte interne, fra l’anima ex Ds del Partito e quella post-democristiana. E tutto questo, mentre sulla strada del Partito Democratico si incrociano a filo doppio le elezioni regionali in Basilicata e il congresso nazionale. Intanto si parte dai nomi e in particolare da quello del possibile candidato governatore, nel tentantivo, nemmeno tanto celato di evitare il bagno di sangue delle primarie. La quadratura del cerchio si otterrebbe, come fanno notare i principali analisti politici, con il lancio di Roberto Speranza, attuale capogruppo del Pd alla Camera, nella corsa verso la conquista della Regione Basilicata. Una scelta che consentirebbe di calibrare il Partito, sia a livello nazionale sia a livello locale. Una mossa che potrebbe rientrare all’interno di una maxi-strategia, che, con la stagione congressuale alle porte, condurrebbe Matteo Renzi direttamente alla Segreteria Nazionale e di conseguenza all’investitura quale candidato premier alle elezioni anticipate, che molti danno per certe. I pezzi da novanta tornerebbero tutti in campo, da D’Alema, a Bersani a Enrico Letta, anche perché a fare da sfondo ci sono anche le elezioni europee. E se, sotto le pressioni di Bersani e D’Alema, il giovane Speranza dovesse accettare l’idea di tornare in Basilicata, a beneficiarne, come fa notare il sanatore Margiotta, sarebbe l’unità del Partito. Una sorta di boccata di ossigeno, che potrebbe mettere pace fra le sue due anime, quella democristiana e quella diessina, riunita venerdì scorso a Tito, in quella che è stata definita una vera e propria prova muscolare. E proprio dalla convention di Folino e Bubbico, molti sono tornati a chiedere una visione diversa del Partito, in grado di andare al di là degli assetti del passato e di guardare al futuro.

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