Elezioni regionali. Il Pd e il monito dei Renziani: primarie irrinunciabili

matteo-renzi_adessoMARATEA (POTENZA) – Puntare direttamente al cuore del Partito. Se e quando ci sarà il congresso, è scattata la corsa alla segreteria nazionale del Pd da parte di Matteo Renzi. E la strategia è chiara. Ripartire dalla base, recuperare l’elettorato di un partito, ormai stanco delle logiche sotterranee e dei giochi sottobanco. Se non sarà rottamazione, nel mirino del Sindaco di Firenze e dei suoi sostonitori è finita ancora una volta la nomencatura democratica. Perché se Grillo ha strappato il suo biglietto della lotteria, Renzi tiene ancora stretto in mano il suo e cerca di non lasciarselo sfuggire. Una ipoteca elettorale, basata sul carisma, la comunicazione e la capacità di bucare lo schermo che potrebbe avere un peso e non solo a livello nazionale. La partita verso le regionali lucane è appena iniziata e anche qui il peso dell’anima liberal del Partito potrebbe giocare un ruolo rilevante. Lo sanno bene i renziani lucani, che ieri a Maratea, assieme ai cugini campani e calabri, hanno ribadito non solo le ragioni della rivoluzione interna di cui i democratici avrebbero bisogno ma anche la formula che dovrebbe condurre alla scelta del candidato governatore. Dovrà essere scelto, hanno ribadito, con primarie aperte, in cui a tutti sia consentito di scendere in campo. Mai troppo tardi per cambiare idea, hanno inoltre sottolineato i renziani lucani, riferendosi alle ultime prese di posizione dell’europarlamentare Gianni Pittella, che all’indomani delle elezioni politiche di febbraio, proprio ai nostri microfoni si era detto equidistante sia dall’area liberal, incarnata da Renzi, sia da quella massimalista, allora rappresentata da Barca.