De Filippo e Santochirico ascoltati in Tribunale a Potenza

Vincenzo Santochirico e Vito De Filippo

Vincenzo Santochirico e Vito De Filippo

POTENZA – Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, e il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Santochirico, sono stati ascoltati su loro richiesta nel pomeriggio di ieri , 3 giugno, a Potenza, nel Palazzo di Giustizia, su alcuni particolari dell’inchiesta della Procura sui rimborsi ai consiglieri regionali.

De Filippo e Santochirico sono indagati, insieme ad un’altra quarantina di persone, nell’ambito dei controlli svolti dalla Polizia, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza: in particolare De Filippo deve rispondere di circa duemila euro spesi per l’acquisto di francobolli, mentre per Santochirico i rilievi hanno riguardato l’acquisto di giornali e una cena.

De Filippo accompagnato dal portavoce Rivelli

De Filippo accompagnato dal portavoce Rivelli

Santochirico arriva in Tribunale

Santochirico arriva in Tribunale

I due colloqui – nelle sale della sezione dei Carabinieri della Polizia Giudiziaria – sono durati poco più di un’ora per De Filippo e circa due ore per Santochirico. Il governatore lucano, secondo quanto si è appreso in Tribunale, ha presentato tutti i documenti originali relativi alle spese rendicontate, e avrebbe anche indicato agli inquirenti il collaboratore che ha materialmente effettuato gli acquisti.

Al termine, Santochirico ha invece detto di non voler entrare nei dettagli della vicenda “per rispetto al lavoro dei magistrati e delle forze del’ordine” ma, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha spiegato di aver “chiarito” quanto accaduto “frutto anche di meri errori contabili, ma senza alcuna appropriazione indebita”, anche perché quanto rendicontato tra il 2010 e il 2011, periodo di riferimento dell’inchiesta, sarebbe superiore a quanto effettivamente ricevuto secondo le norme sui rimborsi.

L’inchiesta, condotta dai pm Francesco Basentini e Sergio Marotta, e coordinata dal procuratore della Repubblica di Potenza, Laura Triassi, lo scorso 24 aprile portò agli arresti domiciliari per due assessori e un consigliere, e al divieto di dimora a Potenza per altre undici persone, tra le quali consiglieri ed ex consiglieri regionali. Le misure sono state poi revocate dal gip.